In primo piano mettiamo il video di Piero Nigrelli, Direttore del Settore Ciclo di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori) che, dopo aver illustrato alla stampa i dati del mercato bici 2013, ringrazia chi ha acquistato una bicicletta, con un grazie particolare a chi sostiene – comprando una bici italiana – l’enorme valore che ha il nostro Made in Italy, che nel settore bici sta ritrovando una grande energia.

Piero Nigrelli lo abbiamo intervistato durante la presentazione Confindustria ANCMA dei dati del mercato bici 2013, di seguito un sunto della presentazione.

Ieri 15 aprile 2014 sono stati presentati, da ANCMA a Milano, i dati del mercato bici 2013 per l’Italia.

Come è andata? Bene, un leggero calo per il settore delle bici a pedale, mentre hanno fatto il boom le ebike, le bici a pedalata assistita, non solo nel nostro paese.

L’Italia si conferma il principale produttore europeo di due ruote a pedale, soprattutto per il segmento dei mezzi da ragazzo fino a 20 pollici.

Il calo è stato lieve (un -3,9%) rispetto al 2012 dovuto molto probabilmente alla crisi economica globale, ma non possono essere sottovalutate le condizioni atmosferiche non proprio favorevoli. In aumento la produzione con 2.671.200 biciclette (pari a +22%), trainata dall’export di 1.745.996 pezzi (+39%).

Meno Asia e più Italia

Il dato evidenzia come i dazi antidumping del 2011 stiano sortendo gli effetti sperati e stiano dando maggiore fiducia ad investimenti industriali locali piuttosto che a prodotti che arrivano dall’Asia. Tutto ciò si traduce anche in un beneficio ambientale.

Studi di Confindustria ANCMA, supportati dal Politecnico di Milano, hanno dimostrato che una bicicletta prodotta in Asia arriva in Europa, sul molo di attracco della nave, con una tassa ambientale pari a 70Kg di CO2.

Una quota sorprendente è stata raggiunta dalle vendite di eBike, le bici a pedalata assistita: 51.405 pezzi (+12%) rispetto alle 46.000 del 2012.

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Mercato bici: cosa si vende di più?

È possibile disegnare un prospetto completo del settore bici grazie allo studio di Confindustria ANCMA, commissionato a GFK Eurisko.
Nel totale vendite a conquistare il primo posto sono le trekking o city bike (32%), seguite dalle mountainbike (31%), le bici da bambino (18%), i prodotti da corsa (6%), le classiche (9%), le elettriche (4%).

In aumento le vendite di bici pieghevoli, seppure siano ancora numeri di nicchia (circa 25.000 pezzi anno). La possibilità di essere trasportate agevolmente come fossero bagagli sui treni ne favorisce la diffusione. Diverse aziende stanno rinforzando la propria gamma anche con modelli a pedalata assistita pieghevoli. Resiste il segmento del lusso che conferma i numeri dello scorso anno.

I circa 22.000 esemplari di alta gamma sono costituiti da diversi modelli: bici da corsa, pieghevoli, extra performanti, mountain bike e da passeggio. In questo caso, il fattore determinante è la scelta della qualità dei materiali, la ricercatezza e l’ampia possibilità di personalizzazione.

Cosa accade in Italia?

Il nord est (il Veneto) è sempre leader per le bici vendute, ma anche l’Emilia Romagna se la cava bene, le statistiche dimostrano che queste regioni hanno infrastrutture e servizi adatti per il dopo-acquisto della bici. In generale si è assistito ad un aumento del mercato delle bici nelle isole, un 3% per isole e sud, che sottolinea la diffusione della bici a pedalata assistita.

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Il problema dei furti delle bici

A disincentivare l’acquisto del nuovo è il problema legato ai furti di bici, quantificabile in un danno di circa 150 milioni di euro l’anno.

La cifra è il risultato di un insieme di valori. Considerando che nel nostro Paese sono 4 milioni i ciclisti circolanti e che circa l’8% subisce il furto (dato della ricerca Fiab-ANCMA), si è in presenza di 320.000 bici rubate. Il valore medio alla vendita è pari a 270 euro, dunque 86milioni di euro circa che vanno in fumo.

A margine di questo costo “vivo”, pesano anche altri fattori.

Chi compra una nuova bici, dopo il furto, non la compra più di pari valore ma la compra di valore inferiore. Dunque sul mercato c’è una perdita secca del 30%.

Il fenomeno furti bici è un tema noto, dunque anche chi compra un nuovo mezzo è consapevole del rischio per cui abbatte ancora del 30% il valore di acquisto. Spesso si preferisce il riacquisto di bici rubate nei mercatini illegali. Tale situazione seppure difficile da quantificare, ha una ricaduta negativa.

Complessivamente Confindustria ANCMA calcola il danno del furto bici in Italia almeno a 150 milioni di euro l’anno.

Fonte: ANCMA

A proposito dell'autore

Appassionato di mountainbike dalla nascita, scopre la fotografia molto giovane, dopo la laurea in architettura non abbandona il sogno di lavorare come fotografo e da quel momento inizia la sua vera carriera da professionista lavorando come fotografo specializzato nell'action photography e fornendo servizi ad aziende di ogni genere... Attualmente ha il ruolo di Direttore Responsabile di BiciLive.it