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Inviare

Sono aziende, sia strutturate che artigianali, che hanno come comune denominatore la passione e la qualità

Chi ha affrontato la trasferta dall’amata patria Italia fino in terra germanica al Berliner Fahrrad Schau 2015, magari in furgone, per una tre giorni di fuoco? Un po’ di espositori italiani si sono organizzati insieme e hanno messo in piedi un bello stand, dominato da una lunga tavolata centrale con a un capo una spillatrice per la birra e in mezzo due mezze forme di Grana, apprezzato dai visitatori almeno quanto le bici!

Sotto trovate chi c’era dal Belpaese, eravamo come da tradizione una bella rappresentanza, sia come numero che come qualità di prodotti (l’ordine è rigorosamente alfabetico!).

Aeko

Da circa tre anni, in quel di Santarcangelo di Romagna sforna telai di tutti i tipi e di alta qualità e “non è ancora riuscito a fare una bici uguale all’altra“. Lui le fat le conosce da tempo, ma non era così per questa fiera che invece non conosceva: ora dice della fiera che “non c’è niente di meglio”.

Bac

Alfonso Cantafora è un architetto e designer appassionato di bici e cicloturismo che ha creato un portapacchi di alta qualità che si può adattare a qualsiasi tipologia di bicicletta, interamente prodotto in Italia. Stile, qualità e pensiero dietro un prodotto che spesso sembra scontato ma non lo è.

Bice Bicycles

Dario Colombo dalla profonda Brianza è la mente e l’abile mano (con saldatrice) dietro a Bice Bicycles: realizza con passione bellissimi telai sia da mtb (29″) che road/corsa e gravel.

BiciCapace

Questa interessante “cargobike non troppo cargo” già vista in un nostro articolo sul nostro sito, e uno dei mercati di riferimento di Francesco Lombardi è appunto la Germania (e dove altrimenti?)… come mancare?

Biciclista

Perché indossare un jersey con grafiche e brand casuali (fossero almeno miei sponsor!) quando invece potrei sfoggiarne di molto più divertenti? Questa è la filosofia di successo alla base di Biciclista!

Bixxis

Ovvero “Biciclette Italiane per il XXI Secolo” è un’azienda appena fondata da uno dei tre fratelli De Rosa, Doriano, che ha iniziato a produrre sempre in Brianza bici da corsa di alta gamma, ma con tante altre idee e progetti che presto si concretizzeranno. I forcellini in unico pezzo ricavato dal pieno sono una delle chicche, per esempio.

Campagnolo

È stata una lunga chiaccherata quella con un responsabile della casa veneta: al loro stand qualche bici, i loro gruppi e una marea di persone in continua ricerca di informazioni, per toccare, chiedere, sentire, “entrare” nell’azienda. I tre presenti erano perennemente impegnati e a strettissimo contatto con gli appassionati!

Cinelli

A Berlino ha mostrato in anteprima il nuovo Mash in acciaio, la bici ideale per la filosofia messenger all-around: possibile usarla come bici da messenger, in pista, come gravel/ciclocross perché ha le giuste tolleranze e la predisposizione per i freni. Le saldature erano a vista, e così sarà venduta.

Colnago

Marchio apprezzatissimo e tra i primi a credere nelle innovazioni, come ad esempio carbonio e freni a disco sulle bdc, non poteva certo mancare, fin dagli inizi. Qui in bella mostra c’era il C60, uno montato completo ed un telaio “smontato e componibile” per poterlo mostrare al meglio agli appassionati!

De Marchi

Presenti quest’anno direttamente e supportati dal distributore svizzero/tedesco che li aveva introdotti alla manifestazione, portano sempre il brand Italia e lo stile vintage in giro per il mondo.

Desgena

Stefano, il patron del marchio torinese poco avvezzo a fiere ed eventi vari, qui ci viene con entusiasmo. Presentava la collezione Desgena completa, con il nuovo modello da triathlon e un telaio in serie limitata a 100 pezzi.

FixYourBike / tagmi

Il loro prodotto per customizzare i telai è decollato la prima volta che l’hanno presentato qui e ora non si perdono l’appuntamento: il loro stand con un Volkswagen T2 restaurato e personalizzato e con Danilo, Mr. Tagmi, che “fixava” bici live è stato sempre molto apprezzato.

Ghisallo

Nome arcinoto nella componentistica in legno per bici, propone cerchi da corsa o mtb, manubri e pedali prodotti artigianalmente da sempre con grande qualità vicino a Como.

Kori Kohri

Come ci hanno raccontato “sono articoli per la nicchia della nicchia“. Trattasi di efficienti sacche cucite a mano per il trasporto della bici in treno e di una rigida per il trasporto in aereo come bagaglio da stiva, rispettanto i criteri degli accordi internazionali, di una bici prodotta con il sistema S&S Coupler: non sapete cos’è?! A breve lo leggerete su BiciLive.it!

La Stazione Delle Biciclette

Un po’ l’anima dell’ “Italian Pavillion”, il poliedrico Davide ha portato alcuni loro pezzi da 90 come la Barbara, bellissima bici da cicloturismo che è già stata presentata anche come “Bici del Mese” da UpCycle.

La Bambu

Valentino Garolla ha iniziato a produrre telai in bambù dopo aver visto da un amico un modello non pedalabile. Ora produce nel suo laboratorio in provincia di Cuneo telai da strada e singlespeed/fixed, e a Berlino, dove l’ha portato Francesco di BiciCapace, ha presentato il primo telaio da donna.

Legor

Mattia il bresciano ora a Barcellona ha portato esposto alcune delle sue bellissime creazioni, tra cui la bici per la Transcontinental, sempre sotto l’attenzione dei visitatori. E la verniciatura della sua mtb attirava gli occhi di parecchia gente…

MissGrape

Michele “Nure” Boschetti è partito dalla passione/necessità. Voleva ordinare delle borse da bikepacking da un’azienda canadese, ma quando si è sentito rispondere “sto andando in Australia, ci sentiamo tra 6 mesi” si è rimboccato le maniche e ha creato il suo prodotto. Un’azienda molto nota nel settore delle borse si è poi innamorata della sua idea e ora quello che lo distingue è appunto la qualità della sua linea completa di prodotti da bikepacking: il tessuto è praticamente impossibile da strappare.

Pigozzi

Giovane veronese fan sfegatato dell’acciaio, ha rilevato una storica attività nella città scaligera ed è molto determinato a lanciarsi oltreconfine con i suoi prodotti, di qualità e con stile.

Velo-cè

Citybike nate da ispirazione nordica e passione e manifattura italiana, hanno ovviamente trovato nei mercati di lingua tedesca il loro riferimento.

Tommasini e Alan

Artigiani italiani presenti con il loro rivenditore locale che si è appassionato a loro quando organizzava bike tour in Toscana. Ora i due marchi italiani gli hanno praticamente monopolizzato lo stand!

Pasculli e Velocista

Sono due marchi dal chiaro nome italiano, ma in fin dei conti tedeschi: il primo è un appassionato che fa produrre i suoi telai (corsa) da competenti mani italiane e il cui marchio prende nome da una storia lunga dalla musica, mentre i secondi sono un gruppo di quattro appassionati italiani residenti in Germania che lavorano in altri settori ma che apprezzano ovviamente molto la qualità del belpaese e l’hanno quindi applicata una linea di citybikes.

Presenti anche Brooks (UK) e PEdAL ED (Giappone) che essendo di proprietà di un’azienda italiana contribuiscono a tenere alto il nome dell’Italia nel ciclismo.

Siamo tra i Paesi più forti al mondo nelle due ruote, sia come know how che come qualità e passione, e qui lo si percepisce nell’aria: impariamo a valorizzarci!

A proposito dell'autore

Ingegnere per formazione e ciclista urbano per passione e credo, è coinvolto in diversi progetti di impresa e no profit.