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“Spaventoso la prima volta”: parole del costruttore Stephen Murray appena ha preso il primo giro in pista dopo mesi di pianificazione, progettazione e il lavoro di montaggio. Murray è l’artista, scultore e ciclista dietro The Comedown, il mini-velodromo (si può chiamare così?) a forma di “otto” a Glasgow, in Scozia.

L’idea è venuta in seguito alla costruzione del velodromo Sir Chris Hoy per i Giochi del Commonwealth.

Il concetto ricorda nella forma lo Human Powered Rollercoaster che ha fatto la sua comparsa ai Campionati del Mondo di Bike Messenger del 1995 a Toronto, anche se quella era un po’ più grande e si poteva anche correre in due, essendo abbastanza largo da permettere i sorpassi.  

“Abbiamo iniziato a girare in velodromo e a parlare di come era stato costruito”, dice Murray “poi è arrivato a Glasgow il RedBull MiniDrome e l’amico John Silvera, ciclista e falegname, ci ha corso”.

Il velodromo non sarebbe stato aperto al pubblico per la durata dei Giochi, e contemporaneamente la Creative Scotland (agenzia governativa) ha bandito un concorso per progetti artistici legati ai Giochi.

“Una settimana dopo ero al pub con John e Brian di Rig Bike Shop, il negozio dei messenger di Glasgow, e proprio Brian mi ha detto che era una idea scontata fare un MiniDrome e che dovevo fare un velodromo “a otto”. Non ne avevo mai sentito parlare. Eravamo tutti un po’ destabilizzati da quell’idea, ma l’ho subito seguita.

“Una volta vinto il concorso e trovato lo spazio e il periodo adatto al montaggio, i moduli prefabbricati (da Murray) dopo un lungo periodo di progettazione sono stati assemblati: eccolo, un velodromo 30m x 12m x 3,6m!”

Godetevi il video, nell’attesa che magari, un giorno, ce ne sarà uno vicino a casa vostra!


A proposito dell'autore

Ingegnere per formazione e ciclista urbano per passione e credo, è coinvolto in diversi progetti di impresa e no profit.