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L’Italia e il mondo intero stanno vivendo giorni molto difficili nell’emergenza sanitaria per cercare di contenere il contagio del Coronavirus Covid-19.

Con il Decreto dell’11 marzo il Governo ha richiesto ai cittadini italiani di stare a casa per il bene di tutti e uscire solo con delle valide ragioni che sono essenzialmente tre: comprovate esigenze lavorative, esigenze mediche oppure acquisto di beni essenziali.

La bicicletta è ammessa solo se usata per una di queste tre ragioni.

La nostra vita ha subito un cambiamento radicale e così anche il mondo dello sport, con molti eventi annullati o posticipati come ad esempio il Giro d’Italia 2020 o gare corse senza pubblico e con gli atleti “blindati” come la Parigi-Nizza svoltasi in Francia e chiusa con un giorno di anticipo.

Molti negozi sono chiusi e tanti di noi sono a casa senza lavoro. Fortunatamente il Governo sta prendendo dei provvedimenti ed è di oggi la notizia del Decreto “Cura-Italia” con misure economiche che verranno adottate a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia.

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e troviamo un’altra nota positiva in questa situazione molto grave: grazie allo stop forzato è fortunatamente diminuito l’inquinamento dell’aria.

Si può uscire a pedalare e ad allenarsi? No

Non facciamoci trarre in inganno: anche se c’è poco traffico e il richiamo del sole di marzo è forte, usare la bicicletta a scopo ludico o sportivo fuori dal proprio comune di residenza è vietato.

Questa è una cosa che purtroppo fa fatica ad entrare nella testa di noi ciclisti stando ai numerosi casi di controlli e denunce che ogni giorno troviamo sui quotidiani e i siti di notizie online.

È fresca la notizia che il Sindaco di Verona abbia emesso un’ordinanza in cui vieta l’uso delle piste ciclabili a piedi e in bicicletta.

Addirittura la Procura di Massa Carrara ha prescritto alla polizia giudiziaria, nei riguardi del ciclismo, di eseguire il sequestro di biciclette da corsa e mountain bike utilizzate per allenamenti non permessi sia di gruppo che in solitaria.

foto della polizia minucipale durante un controllo a un ciclista

La Polizia Municipale durante un controllo a un ciclista. Foto: Tempostretto.it

Cosa ne pensiamo noi di BiciLive.it

La redazione di BiciLive.it si è già espressa in merito con un video diffuso sui social la scorsa settimana e lo slogan #iorestoacasa ma “pedalo”, invitando a fare attività fisica in casa e usare la bici sui rulli.

Molti di noi, compreso chi scrive, dopo una settimana senza pedalare sono in una sorta di “crisi di astinenza da bici”, certamente, ma ricordiamoci che stiamo vivendo una situazione di emergenza, non siamo a casa in ferie!

In questo periodo si deve evitare di andare in bici per svago o per allenarsi, al di là che i punti del Decreto siano imprecisi: è una questione di rispetto. Pensiamo un attimo a tutti coloro che stanno lottando con il virus negli ospedali, magari alcuni di noi hanno i propri cari in questa situazione. Usiamo il buonsenso!

Per ora il diritto ad allenarsi lo hanno solo i ciclisti professionisti o gli atleti in preparazione per i Giochi Olimpici, e non hanno per niente la vita facile in quanto è emerso che sulle strade vengano insultati e additati come trasgressori della legge da parte della gente che non li conosce e li scambia per cicloamatori.

La situazione potrebbe cambiare anche per i professionisti, ad esempio in Spagna lo stop è per tutti, anche per chi lo fa di lavoro, e personaggi di spicco come Alberto Contador stanno sensibilizzando l’opinione pubblica con lo slogan #yomequedoencasa analogo al nostro #iorestoacasa.

foto di alberto contador

Il campione Alberto Contador, vincitore del Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta, con lo slogan #iorestoacasa in spagnolo.

Ribadiamo il concetto: niente bici in strada o nei boschi

Lo ripetiamo, la bici non va usata per un motivo di sicurezza propria e per gli altri, ormai dovrebbe essere chiaro. Il Decreto si intitola “io resto a casa” e ci sarà un motivo.

Qui di seguito riportiamo i punti poco chiari di questo Decreto, in particolare se ci si attiene alle FAQ (domande frequenti) del Ministero della Salute o a quelle del Governo.

Queste le parole sul sito del Ministero della Salute del 15 marzo:

Posso uscire con la bicicletta?
L’utilizzo della bicicletta, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, è soggetto alle misure restrittive del DPCM del 9 Marzo definito #Iorestoacasa. Tale provvedimento limita gli spostamenti delle persone in entrata e in uscita dai territori nonché all’interno dei medesimi salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. In caso di eventuali controlli dovrà essere fornita autocertificazione.

Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per diletto o per allenamento oltre i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza.

In caso di sportivi, professionisti o non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, sono utilizzabili gli impianti sportivi a porte chiuse per le sedute di allenamento.”

Questo è quanto troviamo sul sito del Governo, aggiornato al 17 marzo:

Posso utilizzare la bicicletta?
La bicicletta è consentita per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria. È consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.”

 

Da queste frasi in contrapposizione si sono scatenate bufere infinite sui social network, anche perché non è molto chiara la frase sui “confini del proprio territorio di domicilio o residenza”. Presumiamo il proprio comune di residenza, ma potrebbe indicare anche e solo la propria residenza, ovvero la casa con giardino o garage se presenti.

Per fugare ogni dubbio comunque, la prima frase del primo punto “Spostamenti” ribadisce che “Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro  o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari”.

Per noi è chiaro che non si possa usare la bici per fare attività fisica, e se i motivi etici che abbiamo trattato sopra non bastano, pensiamo che restando a casa evitiamo di metterci in situazioni di potenziale pericolo e, anche se l’attività sportiva rafforza le difese e fa bene alla salute, potremmo esporci a sbalzi di temperature o allenamenti troppo vicini e intensi che rischiano di indebolire il sistema immunitario, soprattutto se non siamo già allenati e ci improvvisiamo “sportivoni” perché ora abbiamo tanto tempo libero.

Poi pensiamoci, se ognuno di noi uscisse in bici “solo per un giretto” ci ritroveremmo le ciclabili e i sentieri affollati, e vige il divieto assoluto di assembramenti.

Di fatto quindi le uscite in bici sono “spostamenti non necessari” e quindi vietate.

Aggiungiamo che nella scorsa settimana il Viminale ha dichiarato 27.000 denunce in Italia per la non osservanza del Decreto e centinaia di queste sono state fatte a ciclisti in uscite ludiche o di allenamento fuori dai propri comuni di residenza.

Inoltre, usare la bici in strada e nei boschi, anche rallentando, andando piano e stando attenti, è comunque una attività più pericolosa che stare tranquilli a casa: si può essere prudenti e diligenti ma c’è sempre il guidatore distratto che non rispetta lo stop, il gatto che attraversa la strada, la pietra o la radice nascosta che ci fanno cadere.

Gli ospedali sono già intasati con il personale medico che lavora giorno e notte con turni sfiancanti. Fermiamoci un attimo e pensiamo a queste persone che si fanno in quattro per il bene pubblico e alla stima e al rispetto che meritano: meglio stare a casa.

Qualsiasi banale incidente che necessiti di una visita al pronto soccorso o l’intervento di un’ambulanza andrebbe a sottrarre risorse e personale al Sistema Sanitario Nazionale già in crisi.

È di qualche giorno fa la vicenda del giovane triestino che è caduto in mountain bike ed è stato soccorso coinvolgendo ben dodici tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico di Trieste, fatto che si sarebbe potuto evitare restando semplicemente a casa.

Infine, con il sovraffollamento già in atto ci troveremmo in ospedale comunque in una situazione molto rischiosa, magari con attese di ore e in luoghi frequentati da persone potenzialmente contagiate.

foto di una bici dietro alle sbarre

La nostra amata è “dietro alle sbarre” in questo periodo: meglio non utilizzarla e fare attività a corpo libero come mobilità articolare, stretching e yoga.

Restare a casa è la soluzione ma continuiamo a “pedalare”

La Federazione Ciclistica Italiana, il CT della Nazionale Davide Cassani e molti altri personaggi di spicco del mondo dello sport si sono già espressi in merito con l’invito a stare a casa, lo stesso vale per molte riviste online nostre colleghe assieme alle varie aziende di bici e i team di strada e mountain bike.

Sono giorni lunghi e difficili ma possiamo approfittarne per fare tutto quello che avevamo accantonato a causa della frenetica vita lavorativa a cui siamo (o eravamo) abituati, a parte per chi sia a casa in smart working o stia andando al lavoro comunque.

L’importante è pensare positivo e concentrarci su quello che possiamo fare in questo momento piuttosto che su quello che succederà, perché una previsione sul futuro purtroppo è fuori dal nostro controllo.

Andrà tutto bene” non è solo una frase per calmare i bambini, dev’essere il nostro mantra per proiettarci nel futuro e vederci già fuori da questa situazione.

Teniamo mente e corpo attivi per quando finalmente torneremo in sella, solo così i giorni in quarantena saranno serviti a qualcosa.

foto di un ciclista sui rulli

Per chi li possiede, i rulli sono la soluzione ottimale per “mantenere la gamba” e il gesto della pedalata.

Cosa fare stando a casa

Abbiamo capito che, a meno che non la utilizziamo (con molta prudenza) per andare al lavoro e possiamo dichiararlo, la nostra bici resta ferma in garage, in cantina, in casa o nel parcheggio dove l’abbiamo legata con cura.

Le ruote girano solo sui rulli se li abbiamo, oppure si può approfittare del maggior tempo a disposizione se siamo costretti in casa in questo periodo per fare tantissime cose riguardo alla bici:

  • pulire a fondo tutta la bici smontando le ruote
  • fare manutenzione per quello che ne siamo capaci (non facciamo danni che poi non si può andare dal meccanico)
  • controllare le pastiglie dei freni a disco, i raggi delle ruote, lo stato degli pneumatici
  • controllare se la catena è da cambiare (se avete il misura catena)
  • riordinare il garage e l’attrezzatura
  • fare una cernita di tutti i pezzi che abbiamo negli scaffali e non usiamo più
  • fare un check up completo di tutti i serraggi delle viti e dei dadi di ogni bici che possediamo (possibilmente con chiave dinamometrica)
  • riparare le camere d’aria bucate che abbiamo in giro
  • tirare fuori le barrette vecchie dallo zaino e le cose inutili
  • lubrificare la catena della mountain bike e dell’ebike
  • imparare tutto sull’ebike
  • conoscere e distinguere gli schemi di sospensione della MTB e capire quale sia quello della nostra bici se è una biammortizzata
foto di davide allegri che salta la corda

Una semplice corda per saltare può fare già la differenza: si tratta di un ottimo esercizio di coordinazione, agilità e resistenza.

Invece per allenare il corpo e l’equilibrio queste sono le nostre proposte, ricordando a chi sia “uomo del divano” di iniziare gradualmente e fare sempre 15 minuti di riscaldamento prima di ogni allenamento. Inoltre non è allenandosi tanto e solo per un periodo breve che si ottengono i risultati, ma l’opposto, allenarsi il giusto ed essere costanti:

foto di barrette per ciclisti

Mentre per l’alimentazione e la nutrizione potete leggere i seguenti tutorial, con il primo tutorial che è molto importante in questo periodo visto che parla del sistema immunitario:

 

Ricordiamo infine che l’alimentazione, assieme all’attività fisica costante, sono due dei pilastri fondamentali per vivere in modo sano.

Anche qui non basta una dieta breve che ci rimetta in forma, serve capire come funziona il nostro corpo e apportare dei piccoli ma fondamentali cambiamenti costanti al nostro modo di nutrirci. Dareste mai a un cavallo da corsa un cibo spazzatura da fast food? Provate a pensare al vostro corpo nello stesso modo…

Coronavirus e biciclette: conclusioni

Non ci resta che augurarvi una “buona permanenza tra le mura domestiche” e ricordatevi che la differenza la fa solo il punto di vista: possiamo sentirci prigionieri di questa situazione o esserne padroni e sfruttarla per quanto possibile a nostro vantaggio.

Fateci sapere nei commenti come state passando il vostro tempo e se avete trovato utile qualcuno dei nostri tutorial e mi raccomando… non state fermi sul divano!

A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!