Ci sono dei progetti nati prima che il Covid-19 entrasse a far parte delle nostre vite, prima che l’emergenza pandemia Coronavirus ci obbligasse a restare a casa, costringendoci a cambiare le nostre abitudini.

Le consuete pedalate per motivi di lavoro o di svago hanno così lasciato il posto a una (per molti) monotona quotidianità da trascorrere all’interno delle nostre abitazioni, con la speranza di uscirne il prima possibile.

In questo clima di attesa rivolto verso ciò che verrà, alcune buone notizie dal governo e dal mondo urban vengono in aiuto degli amanti della bicicletta e della sostenibilità. Si tratta di un decreto che dovrebbe, almeno in parte, confortarci e infonderci speranza per un futuro all’aria aperta al quale non vediamo l’ora di tornare.

Infatti, sebbene la situazione attuale sia ancora in fase di emergenza, i prossimi anni saranno conditi da interessanti iniziative legate alla mobilità urbana.

Donne percorrono in bicicletta una pista ciclabile

Ma quanto era bello pedalare in libertà per la città? Quei tempi torneranno presto, prepariamoci a viverli a pieno.

Il Decreto Clima

A ottobre 2019 è stato approvato in CdM il Decreto Clima (dl 111/2019), già entrato in vigore. Il governo italiano ha mosso così il primo passo verso la realizzazione del cosiddetto “New Green Deal”, che mira ad azzerare le emissioni di CO2 e quindi di ridurre il fenomeno dell’inquinamento entro il 2050.

Si tratta di misure estese a diversi settori nel tentativo di contrastare i cambiamenti climatici. Produzione di energia, agricoltura, edilizia e trasporti sono alcuni esempi delle aree in cui il Decreto Clima andrà ad intervenire, proponendo incentivi di svariati milioni di euro distribuiti nei prossimi anni.

A primo impatto, il “Decreto legge per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde” sembra non abbia nulla a che vedere con biciclette e mobilità urbana, ma in realtà ci sono alcuni punti davvero interessanti che riguardano da vicino ciclisti, pendolari e la mobilità urbana.

Alla luce di quanto detto sopra, nella manovra proposta dal governo figurano il bonus mobilità e una novità per stimolare il servizio scolastico sostenibile.

Cerchiamo di capire insieme cosa sono e come funzionano.

Il ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa

Il Decreto Clima è stato approvato in Consiglio dei ministri per la soddisfazione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Bonus mobilità

Il bonus mobilità, più informalmente detto bonus rottamazione auto e moto, si presenta come un incentivo destinato ai cittadini che risiedono in comuni che superano i limiti di emissioni inquinanti indicati nella normativa europea sulla qualità dell’aria.

Nella legge di bilancio 2019 troviamo questo famoso Eco Bonus, una misura promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni o di abbonamenti a mezzi di trasporto sostenibili.

La cifra stanziata è di 255 milioni di euro suddivisa per ogni anno fino al 2024, assegnata attraverso un contributo specifico. In particolare sembra che a usufruirne saranno soprattutto i residenti in città delle regioni più inquinate d’Italia come Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto.

Un vecchio modello dell'automobile Fiat Tipo

Ah, quanti bei ricordi a bordo della tua Fiat Tipo… però forse oggi conviene di più dirle addio.

Bonus 2020 rottamazione auto e moto: come funziona

Tra le righe del Decreto Clima si legge che è stato introdotto un bonus per agevolare la rottamazione di auto e motocicli. Tale rottamazione dovrà avvenire necessariamente entro il 31 dicembre 2021.

Il contributo verrà distribuito solamente ai residenti delle città metropolitane dove la emissioni di inquinanti superano la soglia minima consentita. In particolare, l’incentivo viene erogato tramite registrazione al sito del Governo secondo una precisa modalità:

  • massimo di 1.500 euro per la rottamazione di un’automobile fino ad Euro 3
  • massimo di 500 euro per la rottamazione di un motociclo fino alla classe Euro 2 o Euro 3 due tempi

Bonus 2020 rottamazione auto e moto: come utilizzarlo

Il suddetto bonus dovrà essere utilizzato, anche dagli altri appartenenti al nucleo famigliare, entro i tre anni successivi dall’avvenuta rottamazione per l’acquisto di quanto segue:

  • abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale
  • biciclette, anche a pedalata assistita
  • strumenti di mobilità condivisa a uso individuale

Importante sottolineare anche il fatto che questo buono non costituisce reddito imponibile del beneficiario e che inoltre non viene calcolato nel computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente.

Ricapitolando, tale bonus sarà quindi spendibile per l’acquisto di una e-bike oppure per utilizzare mezzi pubblici o per aderire alle modalità di car/scooter/bike sharing, iniziative che stanno sempre più prendendo piede nelle nostre città.

Due ciclisti di città in sella a ebike KTM urban del 2020

Le biciclette elettriche da città o da trekking vanno per la maggiore oggi, e non c’è bisogno di pagare RC e bollo per poterci girare.

Il bonus mobilità non è ovviamente rivolto all’acquisto di nuove autovetture, ma viene erogato esclusivamente a chi si impegna a favorire la mobilità green. Nel patto che si andrà a sottoscrivere ci sarà infatti la promessa di non acquistare un’auto inquinante nei due anni successivi all’erogazione del “buono”.

Insomma, in un’Italia che appare più inquinata di quanto vorremmo, lo Stato propone un contributo monetario per liberarsi della vecchia auto o moto e comprarsi una bella bicicletta, magari a pedalata assistita: una scelta per l’ambiente e per sé stessi.

Se infatti una e-bike contribuisce a ridurre le emissioni di smog favorendo una mobilità verde, pedalare e stare in movimento in modo regolare rinforza il sistema immunitario e aiuta a mantenersi in forma.

Una bicicletta da passeggio Cannondale Treadwell con cestello

Il tuo budget è limitato e non ti pesa fare un po’ più fatica? Le bici da città fanno al caso tuo…

Trasporto scolastico sostenibile

Come accennato all’inizio dell’articolo, un’altra interessante novità prevista per il prossimo biennio riguarda il trasporto scolastico sostenibile.

Sono stati stanziati 20 milioni di euro, 10 milioni per il 2020 e altri 10 per il 202, per sostituire gli inquinanti scuolabus utilizzati per il trasporto di studenti di scuole, comunali e statali, sia dell’infanzia che primarie e secondarie di primo grado.

Il Decreto Clima vuole infatti implementare il servizio, incentivando l’acquisto di nuovi mezzi di trasporto ibridi o elettrici per le scuole. L’obbiettivo è quello di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera e di migliorare la qualità dell’aria.

I fondi per tale pratica verranno erogati al fine di finanziare progetti sperimentali presentati dai comuni italiani che superano i limiti di emissioni inquinanti e con più di cinquantamila abitanti.

Entrando nel merito, sarà obbligatorio l’acquisto di mezzi di trasporto ibridi o elettrici di classe non inferiore alla Euro 6 e immatricolati dopo il 31 agosto 2019.

Un Autobus ibrido Iveco Urbanway

Un Autobus ibrido Iveco Urbanway per il servizio pubblico di linea.

Anche le famiglie che utilizzeranno il nuovo “green bus” saranno incentivate. Per loro sarà garantita una detrazione fiscale a fronte delle spese sostenute per il servizio scuolabus.

Ma non è finita qui. Per i comuni ci sono altre buone notizie in vista: a fianco del fondo puramente destinato al trasporto scolastico sostenibile ne è stato istituito un altro di 40 milioni di euro. Tale stanziamento riguarda la realizzazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico.

Come abbiamo capito leggendo questo articolo, gli anni a venire si prospettano ricchi di interessanti proposte e bonus per cercare di risolvere il problema dell’inquinamento globale e dei relativi cambiamenti climatici.

Ognuno nel suo piccolo può contribuire a migliorare l’ambiente che ci circonda optando per mezzo di trasporto più sostenibili ed eco-friendly.

Al momento bisogna solo avere pazienza e restare a casa.

Nel mentre ci si può preparare, anche solo psicologicamente, a tornare a pedalare in sella ad una bicicletta per ripopolare le nostre città, nella speranza che siano più green di prima.

Gli incentivi non mancano.

A proposito dell'autore

Un ingegnere comasco con il cuore diviso tra mountain bike, che pratica per diletto nel tempo libero, e la corsa su strada, che ama seguire in TV e dal vivo. La passione per la prima nasce per amore della natura, la seconda grazie ad un nonno tifoso sfegatato del Pirata.