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Grandi città o centri minori, bici scassate o l’ultimo modello da gara, i furti di biciclette sono un problema che attanaglia tutti i possessori di un mezzo a pedali. Il fenomeno è talmente ampio che diverse compagnie di assicurazioni hanno iniziato a ideare polizze che includano nella copertura anche il furto dell’amata due ruote.

Sia le aziende produttrici di bici (soprattutto quelle di elettriche a pedalata assistita) sia le ditte specializzate nella produzione di sistemi antifurto per bici si stanno prodigando per trovare soluzioni a prova di ladri.

Sulle pagine di urban.bicilive.it nel corso del tempo vi abbiamo proposto alcune delle loro soluzioni: oggi vorremmo fare ancora di più e offrire ai lettori la nostra guida alla scelta del lucchetto antifurto per la bicicletta.

Questa guida prende in considerazione gli antifurti bici meccanici, ossia i più diffusi sistemi “fisici” anti ladro, mentre prossimamente ci occuperemo degli antifurti “virtuali” o tecnologici e vi daremo dei consigli su come legare la bici e prevenirne la sottrazione.

Prima di passare in rassegna i vari dispositivi, un consiglio: non risparmiate sull’acquisto di catena e lucchetto. Non comperateli per pochi euro al megastore “superscontato” di turno. Rivolgetevi al vostro negozio di fiducia e, anche se la cifra è alta, è meglio spendere qualche euro in più per un prodotto affidabile e duraturo rispetto a dover ricomprare l’intera bicicletta.

La ruota di una bici rubata legata a un palo da una catena

La protezione dai ladri di biciclette è importante: su urban.bicilive.it ti aiutiamo a scegliere la migliore per le tue esigenze.

Come scegliere un lucchetto antifurto per la bici

In questa prima parte andremo ad analizzare le varie parti che compongono un antifurto bici, così da avere in seguito le conoscenze necessarie per fare la miglior scelta di protezione per biciclette possibile, nella seconda passeremo poi ad analizzare le tipologie più diffuse sul mercato.

Il materiale e la sezione

Il materiale da cui è costituito il vostro antifurto è la componente più importante. Un buon lucchetto deve obbligatoriamente essere prodotto con un materiale di alta qualità. Tra i migliori si trova l’acciaio al manganese o quello al nichel-cromo-molibdeno, opportunamente cementati e temprati. Oltre al materiale, controllate la sezione del vostro antifurto, sia per quanto riguarda la dimensione sia per il suo profilo.

Maggiore è la sezione e maggiore sarà la sicurezza. Questa regola vale a parità di materiale: non fatevi ingannare da catene grosse ma di materiale scadente.

Il diametro minimo di una catena in acciaio cementato e temprato è nell’ordine dei 10-13 mm e non deve essere minore di 7 mm. Per quanto riguarda il profilo, è importante che questo sia a sezione quadrata o esagonale: le lame delle cesoie sono predisposte al taglio di sezioni rotonde e una sezione di forma diversa ne diminuisce di molto l’efficacia.

Il rivestimento o guaina

Il rivestimento, oltre a proteggere il telaio o altre parti della vostra bici da sfregamenti e urti, ha la funzione di ostacolare l’azione delle troncatrici. Il tessuto sintetico di alcune guaine non consente alle cesoie di agire direttamente e tagliare il metallo, obbligando il ladro a tagliare preventivamente la guaina, perdendo così tempo.

I rivestimenti in tessuto hanno il vantaggio di lasciare la catena più flessibile rispetto a quelli in plastica anche se sono maggiormente soggetti a usura. Quando vi apprestate ad acquistare la catena, fate attenzione allo spessore della guaina: i produttori di catene economiche applicano rivestimenti in plastica molto spessi facendo così credere al consumatore di avere in mano una catena solida e robusta quando invece si tratta di un sottile pezzo di metallo ricoperto da uno spesso strato di plastica.

La serratura

Insieme al materiale, la serratura è l’altro elemento fondamentale per valutare la sicurezza del vostro antifurto. Una suddivisione può essere fatta tra le serrature a chiave e quelle a combinazione. Le seconde, spesso usate per le catene più economiche, sono meno sicure rispetto alle prime non tanto per la possibilità del ladro di indovinare la combinazione quanto per la mancanza di alcuni sistemi di sicurezza propri delle serrature tradizionali.

Il “blocco” esterno con la combinazione è in materiale plastico e spesso copre meccanismi poco raffinati. Inoltre anche il punto di congiunzione tra la catena e la serratura è meno curato, diventando il tallone d’Achille del vostro antifurto.

La combinazione è pratica perché permette di aprire o chiudere la catena senza dover ogni volta tirare fuori le chiavi e quindi può tornare comoda per le soste brevi o per assicurare singole componenti della bici come il sellino. Se con la combinazione si evita la problematica dello smarrimento chiavi, tuttavia si corre il rischio di dimenticarla, è saggio sempre averla a portata di mano.

Per i lucchetti tradizionali non fatevi ingannare dalle dimensioni ma controllate materiale e forma: lucchetti economici spesso hanno una grossa copertura in plastica che serve solo a impressionare l’acquirente e che magari nasconde meccanismi basici e poco curati.

Privilegiate lucchetti senza arco o che non consentono allo scassinatore di infilarci qualche strumento per fare leva. Tra questi scegliete quelli con il corpo arrotondato o smussato, più difficili da tenere fermi o da bloccare in una morsa.

Diffidate da lucchetti con chiavi semplici che spesso celano meccanismi altrettanto primitivi. I lucchetti devono avere, ma questo è difficile da individuare visivamente e ci si può fidare solo in base al prezzo, una serie di espedienti che ne aumentano la sicurezza quali: i due scrocchi (i meccanismi che fissano l’arco del lucchetto), il barilotto (il corpo esterno) con protezione posteriore o l’asta rotante anti-taglio.

Un lucchetto nasce come un meccanismo perfetto e di conseguenza non deve avere nessun genere di gioco.

L’ingombro

L’antifurto va ovviamente portato sempre con sé e la facilità nel trasportarlo è una componente che incide sulla sua scelta. Molti lucchetti hanno un sistema che permette di agganciarli al telaio, ottimizzando lo spazio ed eliminando il problema di urti e contatti che potrebbero rovinare la bicicletta.

I lucchetti costruiti con materiali di qualità possono raggiungere un peso considerevole o alcune tipologie avere un ingombro notevole. In questi casi può essere opportuno avere un lucchetto leggero me relativamente meno sicuro per le soste brevi a cui abbinarne uno più solido e che permetta di agganciare più parti delle bici per le soste lunghe.

L’impatto visivo

Per quanto il lato estetico sia una componente importante per il ciclista urbano, in questa guida è un argomento che non verrà toccato. Per impatto visivo intendiamo la ricerca da parte dei produttori di antifurti di creare prodotti che sembrino più sicuro rispetto a quanto lo siano.

Ve ne abbiamo già parlato precedentemente facendo l’esempio delle guaine o di altre elementi: se da un lato questi espedienti possono scoraggiare il ladro inesperto, di sicuro quello più esperto non ha difficoltà a riconoscere un sottile cavo intrecciato ricoperto da uno spesso strato di guaina rispetto a uno più poderoso.

In Italia i ladri di biciclette sono sempre più capaci e scaltri e non si lasciano ingannare dall’apparenza. Fate attenzione a non farvi “abbindolare” anche voi quando acquistate dei lucchetti. Se la guaina ha un’importanza relativa, ponete molta attenzione sia sul materiale sia sulla serratura: una sistema di sicurezza è forte quanto il suo componente più debole.

Una bicicletta depredata di sellino e ruote dai ladri

Le tipologie di antifurto per bici più diffuse

Dopo aver appreso le necessarie informazioni per capire come è fatto un sistema di protezione dai ladri per biciclette, passeremo ora in rassegna le tipologie di antifurto più comuni, sottolineando vantaggi e svantaggi di ognuno.

Catene “tradizionali”

La “classica” catena, pur venendo sostituita sempre più spesso da altre soluzioni più sicure o pratiche, rimane un ottimo antifurto. Per la scelta della catena è fondamentale affidarsi a ottimi materiali e serrature resistenti.

Come scritto in precedenza, privilegiate una catena con le maglie a sezione non tonda, con il rivestimento in materiale sintetico e con il lucchetto monoblocco. In commercio esistono catene con estremità a cappio che in cui uno dei due anelli terminali è più lungo, così da infilarci l’altra estremità. In questo caso vengono ridotti gli spazi vuoti dove il ladro può agire con leve o altre strumenti.

Catene per legare la bicicletta
Vantaggi

  • costo minore a parità di livello di sicurezza
  • più facili da trasportare rispetto ai serpentoni
  • permettono di legare insieme più parti della bici
  • ancorabili a qualsiasi punto fisso

Svantaggi

  • pesanti

Archi rigidi o bloster o U-lock

Pratici da trasportare (usando l’apposito accessorio per fissarli al telaio si prevengono anche urti e sfregamenti che possono rovinare la bici) e comodi da mettere, i lucchettoni a U sono molti diffusi soprattutto in città, dove si vedono ciclisti urbani pedalare con l’archetto in bella vista sul telaio della propria bici a scatto fisso.

Oltre al lato pratico, i bloster hanno il vantaggio di avere un diametro dell’arco molto spesso, a prova di tronchese, che obbliga il ladro a usare un “frullino”, cioè una smerigliatrice angolare o “flessibile”.

Come ampiamente illustrato, controllate comunque la qualità del materiale, preferite le sezioni non tonde e scegliete un arco delle dimensioni congeniali al vostro utilizzo. Questo aspetto è fondamentale in quanto rappresenta il punto debole di questa tipologia di antifurto: lo spazio vuoto all’interno dell’arco è usato dallo scassinatore per inserirci leve con cui farlo saltare (un cric, per esempio).

Sceglietelo quindi della giusta misura, cercando di diminuire il più possibile la dimensione.

Un altro difetto degli archetti a U, soprattutto se di dimensioni limitate, è la mancata possibilità di bloccare insieme più parti della bicicletta come ad esempio ruota e telaio. Per sopperire a questo problema alcune case vendono il bloster già abbinato con una catena “tradizionale” utile per legare insieme ruote, sella, seggiolini per bimbi o altre parti. In alternativa è sufficiente usare l’archetto abbinato ad altre catene.

lucchetti ad arco o u-lock
Vantaggi

  • comodo da trasportare e da “fissare”
  • sezione generalmente maggiore rispetto alle altre catene
  • non rovina la bicicletta

Svantaggi

  • non permette di legare insieme più parti della bici
  • se di grandi dimensioni può essere scassinato con leve
  • se di piccole dimensioni non è sempre facile trovare un sostegno a cui fissarlo

Cavi intrecciati e spirali

Molto spesso sotto forma di comode spirali, i cavi intrecciati sono una soluzione molto diffusa grazie alla loro praticità e ad un costo contenuto. Un cavo di qualche metro, utile così a legare più parti, si arrotola occupando pochissimo spazio.

Questi cavi hanno però un diametro contenuto che li rende facilmente tagliabili anche da una “normale” tronchese. I produttori collocano questi antifurti nella fascia più in basso della loro offerta e per questo motivo, spesso al ridotto diametro si aggiungono materiali scadenti e una serratura di bassa qualità.

L’uso di questi dispositivi è quindi sconsigliato come antifurto principali ma possono essere una comoda soluzione per legare per esempio il sellino, il seggiolino o il casco al telaio.

antifurto a spirale con combinazione e con chiave
Vantaggi

  • leggeri e pratici, poco ingombranti
  • permettono di legare insieme più parti
  • colorati

Svantaggi

  • diametro ridotto
  • spesso abbinati a materiali e a serrature di bassa qualità

Cavi intrecciati corazzati o serpentoni

I cavi intrecciati corazzati sono quelle catene costituite da una serie di cilindri snodati al cui interno passa un cavo intrecciato. Questa tipologia di antifurto è molto utilizzata per moto e scooter e poco per le bici in quanto sono abbastanza grossi, ingombranti e scomodi da trasportare. Vengono utilizzati come catena “principale” e fissa da chi lega la bici sempre nello stesso posto come può essere il posto di lavoro o il cortile del proprio palazzo.

Apparentemente molto sicuri per via del diametro, anche per questa tipologia alcune case produttrici ingannano con alcuni espedienti il ciclista acquirente preoccupato per la sicurezza della sua bici.

Il grosso diametro dei cilindri, solitamente superiore ai 20 mm, non permette l’uso di cesoie “standard” ma obbliga il ladro a disporre di tronchesi grosse e ingombranti. Se il materiale dei cilindri è però di scarsa qualità, questi possono essere piegati e deformati facilmente, rendendo il sottile cavo d’acciaio interno facilmente raggiungibile e tagliabile con una normale cesoia.

cavi intrecciati corazzati come antifurto per la bici
Vantaggi

  • sezione molto grossa
  • più leggeri a parità di sezione
  • permettono di legare insieme più parti della bici
  • ancorabili a qualsiasi punto fisso

Svantaggi

  • ingombranti e poco pratici da trasportare

Catene snodabili

Le catene snodabili sono tra le ultime tipologie uscite sul mercato e cercano di accorpare i pregi degli altri modelli. Le maglie della catena sono state sostituite da piastre in metallo dallo spessore minimo di 5 mm e larghe 3-5 cm, offrendo così un’elevata sicurezza contro le cesoie.

Queste piastre, lunghe una decina di centimetri, sono unite da dei giunti che consentono di ripiegarle su se stesse. In questo modo la catena da chiusa si presenta come un parallelepipedo che può essere comodamente agganciato al telaio o riposto nello zaino e da aperta può raggiungere la lunghezza di 80-100 cm, consentendo così di fissare facilmente la bicicletta a un punto fisso e legare insieme più parti di essa.

catena snodabile antiladro per biciclette
Vantaggi

  • piastre non tagliabili con la cesoia
  • poco ingombranti e facilmente trasportabili
  • permettono di legare insieme più parti della bici
  • ancorabili a qualsiasi punto fisso

Svantaggi

  • prezzo elevato

Lucchetto fisso

Il lucchetto fisso, soprattutto in una nazione come l’Italia dove i furti sono molto frequenti, è una tipologia di antifurto ormai poco diffusa. Si tratta dell’archetto integrato al telaio che permette di chiudere e bloccare la ruota posteriore.

Usato ancora da qualche casa olandese, è stato migliorato offrendo la possibilità di collegare allo stesso sistema di chiusura un cavo intrecciato, così da poter ancorare la bicicletta a un punto fisso.

lucchetto fisso per bici
Vantaggi

  • nessun ingombro
  • economico

Svantaggi

  • non permette di assicurare la bici a un punto fisso

Blocca freno a disco e blocca corona

Meno noto e realmente utile in poche situazioni, tra gli antifurti per le biciclette si può inserire anche il blocca freno a disco: qualora la vostra bici ne sia provvista, questo lucchetto può essere applicato al freno a disco. Oltre a questa applicazione, peraltro non molto utile, lo si può assicurare alla corona, impedendo al ladro di spingere la bici e di toglierlo facilmente (il freno a disco può essere rotto o smontato con relativa facilità).

Alcuni produttori hanno realizzato per gli scooter dei lucchetti appositi, più grandi dei tradizionali, per essere fissati proprio nella corona. Questo tipo di lucchetto è spesso utilizzato con le cargo bike.

lucchetto freno a disco o per la corona
Vantaggi

  • poco ingombrante e facile da trasportare
  • relativamente economico
  • difficile da smontare nel caso lo si assicuri alla corona

Svantaggi

  • non permette di assicurare la bici a un punto fisso, diventando facilmente spostabile o caricabile, ad esempio, in un furgone

La protezione perfetta non esiste… o no?

Qualche piccola considerazione finale con cui chiudere questa guida alla scelta e all’acquisto dell’antifurto per le nostre biciclette.

Non importano la tecnologia, i materiali, le forme… crediamo che l’antifurto per biciclette perfetto non esista. Il più resistente dei lucchetti non può nulla contro l’azoto liquido, antifurti “smart” o con geolocalizzazione GPS/satellitare possono essere messi fuori uso da software o scrambler. E se non la ancoriamo a qualcosa di solido nulla potrà evitare che una bicicletta col migliore dei lucchetti venga sollevata di peso e caricata su qualche losco furgone.

La possibilità che un ladro di bici esperto, ben attrezzato e ben organizzato riesca a rubare la nostra esisterà sempre, soprattutto se siamo noi per primi a offrirgli una buona occasione per farlo.

Quindi… non offriamola!

Usiamo due o più antifurti insieme, lasciamo la bici in un luogo bene in vista o che possiamo controllare da lontano, leghiamola a qualcosa di solido e inamovibile.

Se la usiamo per andare al lavoro facciamo pressioni alla nostra azienda affinché venga creata un’area sicura e controllata dedicata al parcheggio delle biciclette.

E se esistono le giuste possibilità prendiamo in considerazione l’idea di passare a una bicicletta pieghevole: è difficile che un ladro ce la rubi se la parcheggiamo a fianco della nostra scrivania, dentro l’ufficio.

Buona protezione a tutti.

A proposito dell'autore

Alle pendici del Nevegal ha imparato ad andare in mtb per poi trasferirsi in città: prima a Roma dove ha avviato un'attività di bike tour (@gigiBicicletta) e ora pedala per Milano