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Anche se al momento siamo ancora solo nella fase della discussione in Commissione Trasporti alla Camera, alcune delle proposte di cambiamento del Codice stradale, in particolare quelle che riguardano noi ciclisti, hanno provocato immediate discussioni a vari livelli.

Possibilità di andare contromano, linea di precedenza a stop e semafori, ampliamento delle possibilità di parcheggio ed eventualità di casco obbligatorio sono i punti salienti che interessano i nostri lettori, ma c’è spazio anche per una regolamentazione di mezzi quali skateboard, monopattini elettrici e hoverboard.

Molta carne al fuoco, come potete vedere e, come detto, siamo ancora nel passaggio preliminare che prevede le audizioni di esperti ai quali sottoporre i cambiamenti, ma la sensazione generale di vari esponenti del governo e degli addetti ai lavori è quella di poter arrivare a un testo perfezionato da portare in Camera entro aprile sperando di vararlo entro l’estate se il Senato non farà eccessiva ostruzione.

Precedenza ciclisti agli stop e incroci

La doppia striscia con precedenza di stop alle bici è una delle misure presenti nella proposta di modifica al Codice stradale.

Attenzione! Ciclisti contromano ovunque!

Il punto più discusso, che ha già creato molto inutile allarmismo, è quello che prevede il senso unico eccetto bici.

Si tratta di una misura già in adozione in buona parte dell’Europa e anche in alcuni comuni italiani e che prevede la possibilità per i ciclisti di percorrere contromano strade a senso unico. La misura è limitata da vari fattori: può essere applicata solo nelle strade con basso limite di velocità presenti nelle zone residenziali e Zone 30, il tutto a prescindere dalla larghezza della strada.

Sono state immediatamente evocate immagini di ciclisti spiaccicati contro camion: in realtà è una misura che favorisce la sicurezza e snellisce il traffico.

La sicurezza aumentata è dovuta da due elementi facilmente deducibili: ci troviamo in zone a velocità ridotta e la persona in sella alla sua ebike, poniamo, riuscirà a identificare eventuali ostacoli in direzione opposta con largo anticipo, per quanto sia stretta la via. A conferma del buonsenso esistono anche studi scientifici che provano la sicurezza di questa misura.

Anche lo snellimento del traffico è facilmente intuibile: si moltiplicheranno con basso sforzo e costo le vie ciclabili su una larga porzione del territorio urbano, e in un Paese come il nostro, nel quale non è poi così semplice dal punto di vista architettonico realizzare nuove ciclabili a causa di come sono strutturate le strade, si riuscirebbe a favorire gli spostamenti in bicicletta ed ebike in altro modo.

Se anche questa modifica di legge dovesse comunque essere approvata, la sua attuazione spetterà comunque ai singoli Comuni, che decideranno dove sperimentare il senso unico eccetto in bici.

senso unico eccetto bici

Il senso unico eccetto bici ha provocato immediatamente allarmismo esagerato.

Meno smog per i ciclisti

Per quel che riguarda questo punto per fortuna non ci sono state tante diatribe: bici ed ebike avranno la precedenza nelle fermate a incroci, semafori e stop, con la creazione di uno spazio a loro riservato, davanti alle automobile, tramite doppia striscia di arresto.

Anche questa è una misura già adottata in molti Paesi europei ed evita di sorbirsi i fumi di scarico ogni volta che ci fermiamo in sella nel traffico. L’unico dubbio in questo caso riguarda il comportamento più o meno virtuoso degli automobilisti in caso di modifica della legge.

Già ora agli stop molte auto si piazzano tranquillamente sulle strisce pedonali, continuando a mordere il freno e avanzando centimetro dopo centimetro in attesa del verde: finirebbero con il fermarsi sulla striscia riservata alle bici, ma non è un problema che possa riguardare l’iter legislativo.

Casco sì, casco no

All’interno del pacchetto di misure e modifiche sono presenti anche interventi che paiono più che altro concepiti per dare una spinta economica a determinati settori, non che sia un qualcosa di negativo, anche perché a una spinta economica del settore ciclo corrispondono ricadute benefiche su traffico, inquinamento e salute.

Potrebbero quindi esserci incentivi all’acquisto di biciclette ed eBike e l’obbligo del casco.

Questo secondo punto è complesso: da un lato l’adozione del casco, seppur utile in alcune situazioni, non impatta così tanto sulla sicurezza del ciclista come ci piacerebbe credere e anzi, dona fin troppo senso di invincibilità al rider, portando a guide più spericolate. Dall’altro lato c’è la concreta possibilità che più di una persona, messa di fronte all’obbligo di indossare il casco, finisca con il rinunciare alla bicicletta o impiegarla meno.

Si otterrebbe quindi per alcuni versi un effetto negativo sul mercato a fronte di una migliorata sicurezza che è tutta da verificare ed è esattamente per questioni come questa che servirebbero studi molto accurati.

Benvenuto, monopattino elettrico

Si prevede, finalmente, una regolamentazione del traffico cittadino di hoverboard, skateboard e monopattino elettrico, con possibilità di circolare su strade e marciapiedi.

Anche se ormai li vediamo spesso in circolazione, in particolare nelle grandi città, questi mezzi stanno “muovendosi” in una zona legale grigia e ben poco chiara, chiarificare la loro posizione era azione dovuta da tempo.

monopattino elettrico

Potrebbe finalmente terminare lo status di “fuorilegge” per il sempre più diffuso monopattino elettrico.

Anche questa soluzione avrebbe ricadute positive su traffico, inquinamento e salute, in quanto il monopattino elettrico è sempre di più una valida alternativa all’ebike, in particolare nel caso di commuting composto, in quanto è molto facile da trasportare in metropolitana, treno o tram/bus.

Altre misure presenti nelle proposte non riguardano direttamente il mondo ciclo: parcheggi riservati alle donne in gravidanza, modifica del limite di velocità sulle autostrade a tre corsie e divieto di fumo o di utilizzo dei cellulari mentre si è al volante.

Ora non rimane che attendere il parere degli esperti chiamati in causa, le modifiche e il perfezionamento del testo e quindi il suo iter fra Camera e Senato anche se per fortuna i tempi, una volta tanto, dovrebbero essere brevi.

A proposito dell'autore

Ciclista urbano per passione e necessità, Alessio lavora da sempre su computer e internet, oggi principalmente come consulente e formatore di web marketing. Si è unito al team di bicilive.it per poter scrivere di alcuni dei suoi argomenti preferiti - le biciclette e il verde - e conoscere tanti esperti ciclisti coi quali condividere consigli e buone abitudini, magari pedalando insieme.