Share with your friends










Inviare

Aggiornamento del 6 settembre 2017: l’antifurto Sherlock è diventato realtà. Il prodotto sarà presentato a breve all’edizione 2017 di CosmoBike Show. Ne parliamo in maniera approfondita in questo articolo.
 
 

Quando sei convocato alla Camera dei Comuni di Londra per illustrare il tuo progetto, è segno che hai ideato qualcosa di molto interessante e utile: è questo il caso di una giovane startup italiana che ha realizzato Sherlock, un antifurto destinato a rendere molto più difficile la vita ai ladri di biciclette.

I furti di bici sono un problema che possiamo definire come cronico, in particolare in alcune grandi aree metropolitane d’Italia e, per quella che è anche una naturale reazione agli eventi, sono ormai molti i provvedimenti creati da realtà italiane: basti solo l’esempio di SaveMyBike, di cui abbiamo scritto qualche tempo fa. E anche all’estero non mancano iniziative evolute quali Pedal Lock o BH Easy Motion.

L’idea di Sherlock è nata Pierluigi Freni, un ingegnere ventisettenne appassionato di tecnologia che ha coordinato una squadra di laureati in varie aree per mettere a punto questo antifurto di ultima generazione.

Lo spunto, come accade spesso per gli inventori di antifurto, nasce da una brutta esperienza personale: Pierluigi esce dal teatro e scopre che qualcuno gli ha rubato la bici.

Da quel momento l’ingegnere, appassionato di tecnologia, comincia a pensare a un antifurto microscopico, che si possa nascondere in varie parti della bicicletta (di solito nel manubrio) e che non solo metta in allarme il proprietario ma lo aiuti anche a rintracciare il mezzo.

Sherlock l'antifuto microscopico e intelligente per bici funziona con un'app

È infatti il recupero della due ruote l’innovazione più importante nell’ultima ondata di antifurti e non è un cambiamento da poco. Esistono infatti anche altri tipi di antifurto che cercano di scoraggiare i ladri rendendo difficile l’impiego del mezzo, ma il risultato, molto spesso, è un ladro infuriato che riesce comunque a sottrarre almeno una parte della bicicletta, distruggendo il resto.

Ben più efficace quindi lasciare pure che l’amata bici venga rubata senza danni, per poi rintracciarla e recuperarla, magari con l’aiuto delle autorità.

Ed è proprio questo il lavoro dell’invisibile Sherlock: piccolo più o meno come un tappo di sughero, si attiva quando qualcuno diverso dal proprietario utilizza la bici, avvisando via bluetooth e permettendo quindi di rintracciare la posizione.

Sherlock è dotato di gps, di sensore di movimento e di una sim che, tramite app (uno dei più interessanti fronti di innovazione per la bicicletta sono proprio le varie app disponibili), comunica la sua posizione. Si tratta di una soluzione adottata anche da altri sviluppatori e quindi il gruppo torinese, per differenziarsi dal gruppo, ha puntato sulle dimensioni ridotte.

Ancora in fase di perfezionamento, Sherlock vuole migliorarsi per quel che riguarda la durata delle batterie, che Freni e i suoi collaboratori vorrebbero portare a un minimo di un mese.

Giovedì 4 gennaio Sherlock, insieme ad alcune altre app, sarà presentato come detto alla Camera dei Comuni di Londra e si prevede una sua commercializzazione entro sei mesi.

Fra antifurti sempre più perfezionati e polizze finalmente pensate per la bicicletta, la vita in sella diventa sempre più semplice e sicura.

Caratteristiche di Sherlock, l'antifurto invisibile per biciclette

Nel mese di maggio il progetto è stato lanciato nella piattaforma indiegogo dove è possibile contribuire al finanziamento di Sherlock. 

Si possono trovare maggiori informazioni su questo progetto sulla pagina ufficiale Sherlock.

A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.