“Cycling through the Trees” è una pista ciclabile di forma circolare rialzata in mezzo ai boschi del Limburgo in Belgio. Ma non solo, è anche un esempio di design particolare nonché – per chi pedala – un’esperienza unica e originale di vivere la bicicletta a stretto contatto con la natura.

Il progetto è stato realizzato dagli studi belgi BuroLandschap e De Gregorio & Partners. La pista ciclabile si trova a Hechtel-Eksel, nel distretto del Limburgo, nel nord del Belgio e a pochi chilometri dal confine con i Paesi Bassi dove, ironia della sorta, si trova “Cycling through Water”, un’altra affascinante pista ciclabile che attraversa gli stagni della riserva naturale De Wijers, a Bokrijk-Genk, sempre in Limburgo, ma la parte olandese.

Una nuova forma di turismo naturalistico

Entrambi i progetti hanno lo scopo di valorizzare le bellezze naturali delle proprie regioni e per farlo cosa c’è di meglio se non viverle in sella alla propria bici o mentre si fa jogging? E così, che si pedali in mezzo all’acqua o nel mezzo del bosco, ecco che il paesaggio scorre piacevole e si respira aria di libertà.

“Cycling through the Trees” (in fiammingo: “Fietsen door de bomen”) è lunga appena 700 metri e larga 3 metri e ha un diametro di circa 100 metri. Un rettilineo attraversa il bosco e, proprio quando si è nel mezzo, ecco che la pista inizia a curvare verso sinistra con una raggiatura costante che disegna un cerchio e che, mano a mano che si procede, si innalza dal livello del terreno fino a raggiungere un’altezza massima di 10 metri.

La visione sottostante alla pedana della pista ciclabile circolare sopraelevata nella foresta belga

Quando si è nel pieno del cerchio ciclabile, ci si trova a pedalare con una foresta di abeti e pini al proprio fianco: è il bosco di Pijnven.

Si può così ammirare la bellezza di queste piante guardandole praticamente… negli occhi, e non dal basso all’alto, come siamo soliti fare. Dopo aver disegnato un intero circolo, la pista compie un altro giro in discesa e, tornando al livello del suolo, la strada torna dritta ed esce nuovamente dal bosco.

La pendenza della salita, così come della discesa, è regolare al 3-4% e questo le permette di essere facilmente percorribile anche dai bimbi più piccoli.

Dei ciclisti pedalano sulla nuova pista ciclabile circolare sopraelevata sulla foresta belga

Costruzione rispettosa dell’ambiente

Per non danneggiare la foresta in fase costruttiva, la struttura è stata realizzata utilizzando un’unica gru montata nel punto che ora costituisce il centro del doppio cerchio ciclabile. La struttura è tutta in acciaio, resistente agli agenti atmosferici, ed è ancorata al suolo grazie a fondazioni su pali a vite, una soluzione che ha evitato l’utilizzo del cemento.

Anche i supporti della struttura sono in acciaio, della tipologia “stagionato”, di un tipico colore bronzeo-bruneo molto simile al colore dei tronchi degli alberi e per questo in perfetta simbiosi con gli elementi naturali della foresta. Per distinguerli dai tronchi reali occorre essere proprio vicini.

La visione dall'alto della nuova pista ciclabile circolare sopraelevata sulla foresta in belgio

Dal bosco all’acqua

Come anticipato, “Cycling through the Trees” sembra il fratello minore di “Cycling through Water”, la struttura olandese eretta nell’aprile del 2016 pochi chilometri più a nord. Cycling through Water, conduce i ciclisti attraverso un percorso rettilineo (purtroppo in cemento!) lungo 212 metri e largo tre metri che attraversa il vasto paesaggio di stagni della riserva naturale De Wijers. Attraversandola in bici o a piedi, ci si ritrova con l’acqua ad altezza d’uomo su entrambi i lati.

Cigni e altri uccelli acquatici galleggiano sul bordo e osservano curiosamente i passanti.

Da quando è attiva, la pista ciclabile naturalistica ha attirato una media di 800 visitatori al giorno, con addirittura picchi di 5000 visite nei sabati e domeniche estivi, incrementando sensibilmente l’afflusso di turismo in quest’area. È quello che si augurano anche i progettisti di “Cycling through the Trees”.

Non sarebbe bello vedere valorizzati alcuni dei nostri luoghi in Italia allo stesso modo?

A proposito dell'autore

Nato a Milano, ha imparato a destreggiarsi in fixed nel traffico. Cresciuto a pochi colpi di pedale dal Muro di Sormano, si è innamorato delle pendenze più impervie. Trapiantato in Trentino, ha lavorato come guida turistica in bici. Ora vive in Olanda, tra ciclabili e cargobike. Viaggia regolarmente in bikepacking e nell’estate 2016 ha pedalato per le strade d’Europa attraverso 13 nazioni e 3724 km in 31 giorni. Da qui il libro L’Europa in Bici.