Si sa, il ciclista è il soggetto più fragile della strada e la sua sicurezza è importante, non solo se si fa agonismo e si pedala ad alte velocità su strade extraurbane ma anche se si pedala in città, specialmente se trafficate e caotiche come Milano dove abbiamo la redazione di BiciLive.it.

Il traffico delle auto e gli spazi stretti, gli incroci e una precedenza non data, le rotaie del tram o un pavè particolarmente scivoloso dopo una giornata di pioggia: le insidie sono dietro l’angolo e basta un attimo per cadere e trovarsi davvero nei guai.

Spesso chi comincia a pedalare in città, magari per recarsi al lavoro tutti i giorni, investe in un buon lucchetto, una buona mantellina antipioggia e… si dimentica del caschetto!

E anche quei ciclisti che alla sicurezza ci pensano, spesso fanno fatica a scegliere un modello di casco che sia adatto alle proprie esigenze, complice anche l’ampia scelta del mercato.

E allora ecco che MET (www.met-helmets.com), l’azienda leader nella produzione di caschi da bici e che ha fatto di questa specializzazione il suo cavallo di battaglia, ha pensato di aiutare i ciclisti a orientarsi nelle diverse opzioni di scelta attraverso una serie di consigli dispensati sul suo sito.

Questo tutorial di BiciLive.it si rifà in parte alle linee guida della casa italiana e ha lo scopo di parlare in particolare degli elmetti per l’utilizzo urban.

Un uomo pedala su una bici da strada indossando un nuovo casco urban MET 2022

MET, oltre 30 anni di specializzazione nel settore caschi da bici

Fondata nel 1987, MET è diventata leader nel settore dei caschi grazie alla forza dell’esperienza maturata in 25 anni di produzione diretta in Italia e 10 anni con partner altamente specializzati.

Mentre altri marchi hanno diversificato la loro attività, MET si è specializzata sempre più a fondo nella produzione di caschi per garantire sempre prodotti migliori e all’avanguardia. Oggi MET offre la più ampia gamma di caschi disponibile sul mercato: urban, ebike, strada, MTB, gravity e anche un linea per bambini.

Ogni casco MET è interamente progettato rispettando i più alti standard di qualità e le più rigide procedure di sicurezza. E infatti sul sito di MET è dedicata un’intera pagina con l’elenco dei documenti (scaricabili) di “tutte le dichiarazioni di conformità”.

Sono cinque i consigli di MET per scegliere il casco da bici adatto alle proprie esigenze, vediamoli tutti uno a uno.

Il nuovo casco per bici Urbex Mips 2022

Il modello Urbex Mips.

Casco da bici: la sicurezza prima di tutto

Primo consiglio: la sicurezza è la prima cosa a cui pensare. Il ciclista che vuole acquistare un elmetto da bici deve assicurarsi che il prodotto rispetti le norme di sicurezza del Paese in cui viene venduto. Per l’Europa la sigla che deve leggersi sull’adesivo interno al casco è CE (Comunità Europea). Attenzione, perché alcuni caschi offrono una maggiore copertura.

In caso di impatto, una maggiore copertura laterale e posteriore fornirà una protezione aggiuntiva cruciale.

Prendiamo il caso di chi in città utilizzi un’e-bike: in questo caso, sarebbe bene orientarsi su un casco che offra una protezione extra, di solito garantita dalla certificazione NTA 8776.

I caschi che hanno la certificazione NTA 8776 sono testati a una maggiore velocità d’impatto e sono in grado di dissipare molta più energia rispetto a un casco standard. Trovate più spiegazioni sulla pagina del Met Urbex Mips.

Altro fattore non meno importante per la sicurezza, la presenza del sistema MIPS® che nei caschi che lo adottano è agganciato all’interno della calotta tramite degli elastomeri che garantiscono uno slittamento in tutte le direzioni di 10-15 mm: questo movimento, in caso di impatto, facilita l’assorbimento delle forze rotazionali dannose per il cervello.

Dettaglio della luce posteriore montata sul nuovo casco urban Met Mobilite Mips

Il modello MET Mobilite Mips con la luce posteriore integrata.

Maggiore visibilità uguale minore probabilità di incidenti

Secondo consiglio: rendersi visibili. La visibilità è un elemento chiave per la sicurezza, soprattutto durante la guida in città. Si possono vestire abiti con elementi catarifrangenti oppure tenere accese le luci anche di giorno.

Ma in aggiunta a tutto questo, anche il casco può aiutare a dare maggiore visibilità, passiva o attiva, soprattutto per il fatto che la testa del ciclista è la parte più visibile dall’altezza del cruscotto di una vettura.

Una luce montata sul casco si nota quindi molto di più di una montata sul tubo reggisella.
Ci sono caschi che presentano delle parti riflettenti che forniscono visibilità passiva. Alcuni modelli offrono parti più riflettenti, con posizioni diverse.

E poi c’è la visibilità attiva. Di notte o in caso di maltempo, una luce posteriore è essenziale. Alcuni caschi dispongono già di serie una luce posteriore integrata, per altri è disponibile come accessorio. Tutti caschi della gamma MET urban hanno una luce posteriore integrata o sono compatibili con le luci USB LED o DUO prodotte sempre da MET.

L’Urbex presenta una luce magnetica nella parte alta del casco, in modo da essere visibile anche se si indossa una sciarpa o uno scaldacollo ampio.

Il nuovo casco per bici urbana Met Corso

Il modello MET Corso dalla linea pulita.

Design e comfort: anche l’occhio vuole la sua parte

Il casco è un po’ come un paio di scarpe: deve calzare comodo. Il terzo consiglio è quindi quello di verificare se la forma del casco si adatta bene alla propria testa. Il casco deve potersi indossare con facilità, deve essere ben fisso in testa ma non stretto, non deve presentare punti di pressione ma anzi dovrebbe avvolgere la testa in modo più omogeneo possibile.

I caschi dotati di regolazione micrometrica sono la scelta migliore. Il comfort è fatto di forme e le forme determinano anche il look.

Ci sono molti stili diversi sul mercato e il ciclista può scegliere una classica forma arrotondata da abbinare al proprio stile casual, oppure sceglierne una più sportiva.

Oltre alla regolazione micrometrica, in un buon casco è importante avere un sistema di regolazione a 360° che permetta alla testa di non essere in contatto diretto con la scocca. Questo evita eventuali punti di pressione e dona una maggiore stabilità, dato che la chiusura va a regolarsi in modo uniforme sulla circonferenza della testa di chi lo indossa.

Ultimo punto riguardo al comfort: il peso. Un casco più leggero fa una grande differenza se si prevede di indossarlo tutto il giorno o per lunghe distanze. Certo è che per un pendolare che impiega il casco per meno di un’ora il peso è un fattore che passa in secondo piano: qualche grammo in più si può indossare volentieri in cambio di una maggiore sicurezza o di un sistema luci integrato. Qui entra in gioco anche un altro aspetto di cui parliamo nel prossimo paragrafo.

Il nuovo casco per bicicletta da città Met Zone 2022

Il modello MET Zone dalla resistente calotta esterna in ABS.

Soprattutto per un casco urbano, la durata è importante

Il quarto consiglio per il ciclista urbano è quello di scegliere un casco con materiali di qualità che ne garantiscano una buona durata.

Mentre uno stradista amatore indossa il casco a inizio giro e lo toglie quando rientra a casa, nel caso di un commuting urbano, probabilmente il casco è molto più manipolato: si mette e si toglie, si appoggia sulla scrivania dell’ufficio, si appende al manubrio della bici e chi più ne ha più ne metta.

La finitura e la costruzione del casco ne garantiranno una migliore durata e protezione. Un EPS (che compone la parte interna del casco) coperto dalla calotta esterna offrirà una durata extra.

Va tenuto conto che i caschi che hanno anche una parte interna dell’EPS completamente coperta dal policarbonato presentano una costruzione più complessa: questo spiega un prezzo più alto (ma anche una durata maggiore) che ha senso se il casco viene usato spesso.

Per tutelare sempre più i propri clienti, MET ha messo in atto anche una “politica di sostituzione in caso di incidente” grazie alla quale è possibile sostituire il casco a prezzo ridotto.

Il nuovo casco per il commuting urbano in bici Met Allroad Mips 2022

Il modello MET Allroad Mips con le prese d’aria.

Dettagli che fanno la differenza

L’ultimo consiglio è quello di scegliere il casco valutando tutte quelle caratteristiche accessorie che lo rendono più adatto alle proprie specifiche esigenze.

C’è chi usa la bici in città per tratti mai superiori ai 20 minuti e magari preferisce un casco agile. Chi invece parte dalla periferia per raggiungere il centro, chi ancora fa il pendolare e usa l’intermodalità: si alza presto e allora vuole un casco con le luci che gli permetta di sfidare il buio delle mattine o dei pomeriggi invernali. Chi soffre l’aria in volto e preferisce avere una visiera “scudo” per proteggere gli occhi.

Chi lavora come corriere in bici e a ogni sosta per entrare o uscire da un luogo di consegna deve togliere e rimettere il casco, motivo per cui potrebbe preferire una fibbia magnetica anziché una chiusura a clip. Senza dimenticare l’estetica, il colore, la forma: tutti dettagli che contribuiscono a farci “amare” il casco che indossiamo per la sua funzionalità, praticità, comodità e gusto estetico.

Sul fronte della ventilazione, oltre i numero di fori, conta soprattutto come si comporta il flusso d’aria all’interno del casco: è per questo motivo che MET lavora molto sula canalizzazione dei flussi di aria, per poterli dirigere nei punti desiderati e massimizzare la ventilazione.

Infine, non scordiamo un aspetto spesso trascurato da molte aziende produttrici di caschetti da bici: la rete anti insetti, che troviamo sul MET Urbex Mips e sul Mobilite: nulla è più fastidioso (e pericoloso se stiamo pedalando, magari nel traffico o in discesa) di un insetto che si incastra nei fori del casco.

La linea urban di MET: sette modelli per ebike e commuting

La linea urban di MET si compone di sette modelli di caschi pensati sia per le ebike che per le bici tradizionali.

Si parte dalle linee essenziali del modello MET Zone, dedicato proprio a chi fa brevi tratti in bici e ama l’essenzialità anche nel design (prezzo di listino al pubblico: 50 euro IVA inclusa) e si arriva al più prestigioso e completo MET Urbex (prezzo: 180 euro).

Gli altri modelli sono: MET Corso, studiato per i pendolari (65 euro), MET Allroad, il casco polivalente per tutte le strade (80 euro e 110 euro nella versione Mips) e MET Mobilite, il casco urbano votato al look casual e dal design funzionale (75 euro e 110 euro nella versione Mips).

Per maggiori informazioni sui prodotti del brand dedicati al ciclismo invitiamo i lettori del nostro magazine a visitare il sito internet ufficiale MET.

A proposito dell'autore

Nato a Milano, ha imparato a destreggiarsi in fixed nel traffico. Cresciuto a pochi colpi di pedale dal Muro di Sormano, si è innamorato delle pendenze più impervie. Trapiantato in Trentino, ha lavorato come guida turistica in bici. Ora vive in Olanda, tra ciclabili e cargobike. Viaggia regolarmente in bikepacking e nell’estate 2016 ha pedalato per le strade d’Europa attraverso 13 nazioni e 3724 km in 31 giorni. Da qui il libro L’Europa in Bici.