Radschnellweg: no, non è una parolaccia, anzi! In tedesco vuol dire “autostrada per le bici”. È stata inaugurata da poco ed è la prima in Germania.

L’autostrada (o bicistrada, come sarebbe più giusto) collegherà Dortmund con Hamm, sviluppandosi per 100 km e attraversando da ovest a est il famoso bacino siderurgico della Ruhr. Un altro passo in avanti verso la transizione ciclabile: un esempio che qui, nel paese del sole, dovremmo seguire.

La RS1 o Radschnellweg 1 è un progetto promosso dalle amministrazioni regionali e locali della Ruhr e finanziato col contributo dell’UE e riprende gli stessi concetti alla base delle classiche autostrade:

un percorso pensato per gli spostamenti su lunga percorrenza, che deve facilitare la tenuta di una velocità media sufficientemente alta. Come? Riducendo al massimo le curve strette, i semafori, gli attraversamenti e altri ostacoli di questo tipo.

foto dell'autostrada per bici inaugurata a dicembre in germania

Siamo nel cuore industriale della Germania, dove ogni giorno decine di migliaia di pendolari usano treni, automobili e bici per spostarsi da casa al lavoro. Da ora, grazie a questa nuova infrastruttura, saranno sempre più le persone che sceglieranno le due ruote come mezzo alternativo, economico ed ecologico.

Pochi giorni fa è stato inaugurato il primo tratto, da Essen a Duisburg, di circa 20 km, che si sviluppa lungo il tracciato di una ferrovia in disuso: una soluzione ideale per chi progetta percorsi ciclabili a lunga percorrenza, come le vecchie carrarecce o i lungo-fiume. A breve verranno aperti altri 60 km, collegando così Duisburg a Dortmund. L’intera RS1, una volta terminata, arriverà fino ad Hamm, coprendo in tutto poco più di 100 km.

Photo credits: www.rs1.ruhr

Photo credits: www.rs1.ruhr

Le caratteristiche principali della RS1

larga ben 5 metri e dotata di due carreggiate e più corsie per facilitare la convivenza tra ciclisti veloci e lenti, facilitando i sorpassi.

- sviluppata tutta in pianura, senza particolari pendenze o curve strette.

- sprovvista d’incroci, ma dotata di apposite corsie di ingresso/uscita e intersezioni soprelevate.

- provvista di una propria pannellistica e di una segnaletica orizzontale e verticale appositamente sviluppate.

- provvista di apposite colonnine per il “rifornimento” delle bici elettriche.

In seguito all’apertura di questo nuovo e “rivoluzionario” asse viario «molti tedeschi hanno già deciso di rinunciare alle automobili per le biciclette», ha affermato il ministro socialdemocratico Harry Voigtsberger. E non ci deve stupire, poiché la Germania sta dimostrando una sempre più forte coscienza ecologica, decisa come non mai a promuovere la mobilità sostenibile e la tanto pubblicizzata ma sempre lontana “transizione ciclabile”.

Photo credits: www.rs1.ruhr

Photo credits: www.rs1.ruhr

Volete saperne di più? Non vi resta che visitare il sito internet dedicato, dove potrete trovere tutte le informazioni, le immagini e la documentazione tecnica, curata e presentata in maniera efficace e “maniacale” (alla tedesca).

Continuando una tradizione che offre già da tempo la possibilità di pedalare per centinaia di km – nei luoghi più suggestivi, senza automobili e con servizi dedicati – i tedeschi ci mostrano come le bici possano giocare un ruolo importante anche nella mobilità extraurbana e sulle medie percorrenze. E non sono gli unici! 

In Francia, a Lione, il tunnel della Croix Rousse è dotato di due gallerie separate, una delle quali riservata esclusivamente ai mezzi pubblici, i pedoni e le bici, con tanto di corsie dedicate, proiezioni di immagini e spettacoli luminosi!

 

Il tunnel della Croix Rousse di Lione è dotato di una gallerie riservata a mezzi pubblici, pedoni e bici.

Il tunnel della Croix Rousse di Lione è dotato di una gallerie riservata a mezzi pubblici, pedoni e bici.

In Olanda si stanno da tempo sperimentando delle piste ciclabili veloci, con l’idea ancora una volta di aumentare il numero di pendolari che si spostano pedalando. A Londra, le Cycle Superhighways facilitano l’accesso in bici al centro città da parte di chi viene dalla periferia. La Danimarca ha ormai da tempo lanciato le sue  “bici-highway”: alla prima, inaugurata ad aprile, ne seguiranno altre 26!

L’Italia, il paese del sole, dove gli spostamenti quotidiani in bici a corto e medio raggio sarebbero ancor più facilitati durante tutto l’anno grazie anche al clima, resta ancora molto indietro.

Svegliamoci!

A proposito dell'autore

Metà Indiana Jones, metà biker: Egittologo e Archeologo, Matteo nutre parallelamente una morbosa passione per mezzi a due ruote, come Ducatista e incallito praticante della MTB a 360 gradi, dall’XC al Gravity.