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Con la comparsa delle bici senza pedali, sempre più genitori sono confusi sul sistema da utilizzare per insegnare ai loro figli ad andare in bici: metodo tradizionale con le rotelle o novità senza pedali?

Anche io e mia moglie ci siamo posti queste domande circa cinque anni fa, quando Teresa (la nostra prima figlia) stava per raggiungere l’età giusta per iniziare a salire in sella. Vi racconto la nostra esperienza sperando che possa essere di aiuto.

Dubbi da genitore

Alla tenera età di due anni, Teresa è salita in sella a una bici di legno senza pedali. Sono un appassionato di bici fin da quando ero piccolo, ho sempre pedalato e la mia vita ha ruotato intorno a questo mezzo a due ruote: come praticante, come fotografo e come giornalista. Per me stesso le scelte sono state facili, ma quando ho dovuto scegliere per Teresa sono stato assalito dai dubbi. Mia moglie mi ha lasciato fare dicendo “Sei tu l’esperto, fai tu…”.

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Questo accadeva alla fine del 2010 e di bici senza pedali non se ne vedevano molte in giro, ma un paio di amici che le avevano acquistate ai loro figli ne erano super entusiasti. Ho fatto allora qualche telefonata ed è bastato poco per capire che cosa dovessi scegliere. Ecco che cosa ho scoperto chiacchierando con i miei amici.

Un’era che sta eclissando: la bici con le rotelle non ha futuro…

Oltre a ricordarci (con qualche lacuna) le prime pedalate in bici, sia io sia i miei amici avevamo bene in mente la sensazione che si provava pedalando sulla bici con le rotelle: la schiena era sempre tutta storta perché la bici pendeva da una parte e con il corpo si cercava di riportarla diritta spostandosi dall’altra parte. Ricordo inoltre che, dopo aver tolto le rotelle, il mio babbo ha dovuto aiutarmi ancora per un bel pezzo a trovare l’equilibrio, dato che le rotelle non mi avevano aiutato.

Tra i miei amici, Luca Masserini, della redazione di Mountainbike.bicilive.it, aveva appena acquistato una bici per suo figlio Leonida (coetaneo di Teresa) e mi elencò una serie di considerazioni che mi convinsero quasi fin da subito. L’aspetto principale che mi convinse e che mi illustrò Luca fu che la bici senza pedali permette di imparare ad andare in bici a piccoli passi, prima imparando a trovare l’equilibrio e ad avere confidenza con il mezzo, il manubrio, a sterzare, curvare e affrontare ostacoli, poi a pedalare. La pedalata, infatti, avviene quando il piccolo ciclista ha già acquisito equilibrio e feeling con la bici.

Cosa ho scelto e come ho fatto

Alla fine io e mia moglie abbiamo acquistato una bici senza pedali, realizzata in legno con disegnati sopra dei fiorellini e cuoricini, le manopole e la sella fucsia e le gomme con camera d’aria. Teresa era felicissima ma il primo ostacolo fu la sella troppo alta.

Essendo in legno feci la prima opera di manutenzione straordinaria: smontai il reggisella in legno, feci un buco più in basso e così riuscii ad abbassare la sella di circa 3 centimetri, che bastarono a rendere più agevole l’uso della bici. Teresa così appoggiava perfettamente i piedi a terra.

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Ha iniziato a camminare “trascinandosi” la bici sotto, ma dopo poco capì che vi si poteva sedere sopra e iniziò ad avere un’andatura più sostenuta. Andavamo spesso al parco dove le stradine sono in piano e si divertiva un sacco. Io e mia moglie facevamo lunghe passeggiate, mentre lei agilmente poteva andare avanti e tornare indietro girando la bici per raggiungerci.

Per aiutarla a capire come trovare l’equilibrio le suggerivo di andare più veloce (quasi correndo sulla bici) e nel poco tempo in cui era riuscita a guadagnare velocità le dicevo di alzare i piedi ed era fantastico sentire il suo stupore quando gridava “Babi, sto in equilibrio!”. Diverse volte l’ho aiutata spingendola dal mio monopattino in modo da avere una velocità maggiore. In pochissimo tempo ha imparato a restare in equilibrio fino a percorrere anche alcune semplici discese.

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Venne il momento di imparare a frenare, che al primo tentativo non fu così piacevole. Aveva imparato a frenare in piano con la suola delle scarpe, ma durante una discesina al parco dovette gestire, oltre all’equilibrio, la velocità, la frenata e anche la paura.

Troppe cose che non riuscì a gestire e andò fuori dall’asfalto, finì nel prato dove perse il controllo e si capottò letteralmente. Ma finì tutto bene, un po’ di spavento e non si fece nulla. A Teresa abbiamo sempre fatto indossare il casco e in quella occasione le fu molto utile, non ha mai pedalato senza ed è lei la prima a chiederlo, senza forzature.

Il passaggio alla bici con i pedali

Quando la bici senza pedali fu troppo piccola comprammo una bici con ruote da 14” in metallo tutta accessoriata e naturalmente montava di serie le rotelle, che eliminammo subito. Teresa salì e la spinse, ma c’erano i pedali di mezzo e le feci una piccola lezione per farle capire come si doveva posizionare il piede e come doveva usarli.

Bastarono veramente 10 minuti per prenderci confidenza e dopo un’ora pedalava da sola. Io e mia moglie eravamo increduli, aveva circa 3 anni e da lì pedalò con noi anche per alcune belle pedalate.

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Siamo convinti che Teresa abbia imparato ad andare in bici in modo assolutamente naturale, senza forzature e con un percorso divertente ed educativo che la ha rassicurata fin dall’inizio ad avere fiducia in se stessa e nelle sue capacità, senza l’aiuto di rotelle o della mia mano per tenerla in equilibrio.

Inoltre, cosa che non va sottovalutata, anche noi come genitori abbiamo vissuto questa fase in modo sereno, senza stress e divertendoci con lei, vedendola prima trovare l’equilibrio e poi iniziare a pedalare senza doverle correre dietro con la mano sotto la sella. Consigliamo a tutti di insegnare ai propri figli con una bici senza pedali, senza nessun dubbio.

Ah, fate indossare sempre il casco, fin da piccoli!

Se volete, potete scrivere nei commenti la vostra esperienza, che potrebbe risultare utile a tanti altri genitori. Se invece cercate altre informazioni sulle bici senza pedali leggete questo articolo approfondito.

A proposito dell'autore

Appassionato di mountainbike dalla nascita, scopre la fotografia molto giovane, dopo la laurea in architettura non abbandona il sogno di lavorare come fotografo e da quel momento inizia la sua vera carriera da professionista lavorando come fotografo specializzato nell'action photography e fornendo servizi ad aziende di ogni genere... Attualmente ha il ruolo di Direttore Responsabile di BiciLive.it