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Trasportare i vostri bambini in bici nei primi mesi di vita è possibile, vi illustriamo alcune soluzioni che vi permetteranno di trasportarli, ma con le dovute precauzioni. Vediamo come.

La nostra cultura e le nostre abitudini ci portano a non pensare minimamente di trasportare in bici i nostri bambini nei primi mesi di vita. Ma è possibile e nei paesi nord europei è normalissimo. Per una mamma-italiana-tipo pensare di portare il proprio bimbo di 2 mesi su una bici potrebbe essere vista come un’assurdità, un rischio troppo alto e inutile (intendo nella maggior parte dei casi, sono consapevole che ci sono mamme che già lo fanno N.d.A.).

Invece potrebbe essere un’ottima soluzione per muoversi in città, fare delle passeggiate al parco o viaggiare. Le soluzioni che vi indichiamo in questo articolo per trasportare bimbi in bici, possono essere adottate sia nei mesi in cui il bimbo non riesce ancora a stare seduto, sia (a parte il marsupio e lo zaino da trekking) anche nei mesi e anni successivi.

L'immagine mostra due genitori che hanno finalmente trovato la soluzione di trasportare il figlio di pochi mesi di vita in bici con il seggiolino da auto.

Per trasportare vostro figlio di pochi mesi in bici, potete utilizzare “l’ovetto”, il seggiolino che utilizzate per trasportarlo in auto.

Bakfiets, cargo bike e carrello

Trasportare i bimbi in bici nei primi mesi di vita è possibile, naturalmente con le giuste precauzioni. Innanzitutto serve una cargo bike o potremmo dire meglio una bakfiets, ma cosa è? Le cargo bike sono bici da carico, possono essere a due ruote o tre, sono costruite per reggere carichi anche pesanti come borse, bagagli, pacchi, la spesa oppure anche i nostri bambini. Date un’occhiata al nostro Speciale Cargo BikeBakfiets è un termine olandese, è la tipica bici con cui mamme e papà trasportano i loro figli, la spesa o il proprio cane.

Tradotto è “triciclo”, dunque sono bici con tre ruote. Sì, sono dunque molto più stabili rispetto a una bici a due ruote, ma esistono naturalmente anche bakfiets o cargo a due ruote, in Olanda sono molto diffuse entrambe. Potete anche non disporre di una cargo bike, ma dotarvi di un carrello che potrete installare ancorandolo al perno della ruota posteriore, come vedete nell’illustrazione qui sotto a sinistra. Non smetteremo mai di ripeterlo: assicuratevi sempre che il prodotto che acquistate sia di qualità, robusto, coperto da garanzia e fate qualche indagine sull’azienda che lo produce, meglio rivolgersi ad un negoziante specializzato e non fare “acquisti ad occhi chiusi” sul web.

Come trasportare bimbi in bici nei primi mesi di vita?

Cosa usate quando portate vostro figlio in macchina? Il seggiolone con le cinture chiamato anche “ovetto”, naturalmente. Potete usare proprio quello, ancorandolo in modo sicuro alla bakfiets. Sì, a chi è neofita di queste cose potrà sembrare strano, ma credetemi che non lo è affatto, cercate su Google la parola “bakfiets Olanda” nella ricerca di immagini, rimarrete impressionati.

Ricordatevi sempre di usare prodotti omologati e naturalmente che siano robusti, rivolgetevi ad un negozio specializzato e fate molta attenzione se acquistate sul web. Anche in Italia esistono negozi e aziende che ormai hanno in vetrina e in catalogo questo genere di prodotti, dunque meglio rivolgersi a loro e avere un riferimento con il quale confrontarsi per ogni esigenza e qualche consiglio ;)

Il marsupio e lo zaino trekking, sono sicuri per trasportare bimbi in bici?

Un’altra soluzione è usare il classico marsupio oppure lo zaino da trekking porta bimbo, la normativa a riguardo non specifica se sia possibile o no, anche se è discutibile: dice in effetti che si possono trasportare dei bambini “fino ad otto anni di età unicamente con le attrezzature indicate all’articolo 68, comma 5, del codice”; e in queste attrezzature il marsupio non viene indicato, dunque personalmente deduco che non sia a norma. Sottolinea, sempre l’articolo 182 del codice, che le attrezzature non devono “ostacolare la visuale del conducente e non intralciare la possibilità e la libertà di manovra”.

L'immagine mostra un papà in bici con il bombo piccolo appena nato nel marsupio, riteniamo che non sia né sicuro né comodo.

La normativa a riguardo non è esplicita a riguardo dei marsupi, ma non li cita. Il parere della redazione di Urban.BiciLive.it è che il marsupio possa essere scomodo, soprattutto nei lunghi tragitti e soprattutto pericoloso in caso di caduta.

Mia opinione personale? Anche se può sembrare più sicuro (perché si ha il bimbo attaccato al petto, dunque vicino a noi stessi N.d.A.) credo non sia una buona soluzione trasportare bimbi in bici nel marsupio, per vari motivi: in bici abbiamo una posizione leggermente inclinata per avere le mani sul manubrio; anche sulle bici più comode da città ci si piega comunque un po’. Le nostre gambe oscillano in continuazione e queste vanno a scontrarsi con i piedi del bimbo (nel caso del marsupio) obbligandoci ad allargarle e dunque a rendere la pedalata scomoda, per noi e per il bimbo. Nel caso dello zaino trekking porta bimbi ritengo che non sia comodo per il semplice fatto che questo tipo di zaino è stato progettato per essere utilizzato a piedi, in posizione eretta e non in bici; il bimbo dunque non rimane perfettamente seduto, ma con tutto il corpo e la testa inclinati verso la vostra schiena.

Una considerazione riguardo al comfort: sia con il marsupio sia con lo zaino da trekking, soprattutto durante le giornate calde, suderete molto, andando a bagnare non solo il vostro abbigliamento ma anche marsupio e zaino stessi.

Un altro motivo è la sicurezza. Non riesco ad immaginare se dovessi cadere con mio figlio (che attualmente ha 8 mesi N.d.A.) attaccato al petto nel marsupio oppure nello zaino da trekking sulle spalle. Io peso circa 75kg e se in una caduta dovessi finirgli addosso lo schiaccerei. Mentre in una bakfiets, dentro al suo ovetto ben ancorato e assicurato dalle cinghie probabilmente rischierebbe molto meno.

Questo articolo fa parte di una serie di articoli che riguardano il trasporto dei bambini in bici, potete leggere l’introduzione in cui sono fornite varie indicazioni, consigli e le normative a riguardo.

A proposito dell'autore

Appassionato di mountainbike dalla nascita, scopre la fotografia molto giovane, dopo la laurea in architettura non abbandona il sogno di lavorare come fotografo e da quel momento inizia la sua vera carriera da professionista lavorando come fotografo specializzato nell'action photography e fornendo servizi ad aziende di ogni genere... Attualmente ha il ruolo di Direttore Responsabile di BiciLive.it