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Sulla cover è condensata l’essenza del libro. Due colori, il nero e il rosso, per due soggetti. C’è la sagoma di un biker urbano che brandisce una pistola, una linea nitida riempita di colore noir (come il genere letterario di questo romanzo).

L’altro soggetto? Il rosso colore del sangue, sangue che evidenzia la skyline della nuova Milano, quella che i grattacieli di Porta Nuova hanno reso famosa nel mondo. Sangue che penetra tra le mattonelle e riempie le vie di fuga dei ciottoli sparsi nel centro storico.

È un noir leggero e ironico A rincorrere il vento. Storia di pedali, pistole e puttane, il nuovo romanzo di Roberto Peia uscito per la casa editrice Tralerighe. Autore uno scrittore e giornalista che ama Milano tanto quanto la bicicletta e le pedalate urbane.

La copertina del romanzo A Rincorrere il vento. Storia di pedali, pistole e puttane

E proprio a cavallo delle due ruote il protagonista del romanzo scorrazza per le vie, del centro e della periferia con un obiettivo: consegnare pacchi e pacchetti. Già, perché questo biker urbano di professione è un corriere in bici. Lavoro del terzo millennio, ma già affermatissimo nella metropoli più internazionale, misteriosa, e losca d’Italia.

Tra una consegna e l’altra, senza mai sapere cosa sia nascosto nello zaino portato in spalla, il protagonista penetra nella vita di Milano. Quella che si sviluppa sotto il sole. E quella, ancora di più, che anima le tenebre della notte. Perché Milano non dorme mai.

Tra boschi verticali che brillano di luce propria e vecchi capannoni industriali, il corriere pedala a più non posso.

Incontra destinatari che nascondono dietro l’apparente normalità un sacco di segreti. Scrutando quei volti ben presto il corriere 2.0 inizia a insospettirsi. “Volevo guadagnarmi da vivere in bicicletta. Dove sono finito ora?” sembra chiedersi il biker mentre a ogni consegna incontra un nuovo personaggio.

Un arcobaleno di personaggi tutti in chiaroscuro. Scorrendo le pagine s’incontrano il piccolo malavitoso, con cui il biker condivide passioni e segreti. Un commissario del tutto atipico. Un “guerrigliero” della bici. Una squillo d’alto bordo e tante prostitute di periferia. Uno spietato camorrista e un delinquente vecchio stile.

Milano è noir. Facce di una città che sembra una matrioska. A ogni strato ne segue un altro, e non è dato sapere in anticipo cosa vi sia nascosto.

Misteri e sospiri, come in quei pacchetti custoditi gelosamente e trasportati con serietà. Pedalate e soste. Corse e riposi. Battiti frenetici e respiri rilassati.

Un noir leggero in cui scorre la musica di Goran Bregovic e Tina Turner, ma anche l’inquietudine di un giovane David Bowie e l’instancabile anima di cantore delle periferie di Fabrizio De André.

La passione per la scrittura di Peia s’intreccia a quella per la mobilità green in città. L’autore è infatti fondatore di Urban Bike Messengers, la prima società di corriere in bicicletta; e di Upcycle, il primo bike café d’Italia, di cui è l’attuale presidente. Due scommesse legate alle due ruote, lanciate entrambe a Milano.

Roberto Peia fondatore dell'Upcycle Bike Cafè di Milano

Roberto Peia, già autore di Tutta mia la città e Dalla padella alla bici, è il fondatore dell’Upcycle Bike Cafè di Milano.

Roberto Peia
A Rincorrere il vento. Storia di pedali, pistole e puttane
Casa editrice: Tralerighe
Collana: Times
Anno: 2016
Pagine: 160
Prezzo: 13,50 euro
Formato: Rilegato
Codice ISBN/EAN: 978-88-99575-06-9

A proposito dell'autore

Giornalista freelance, lavoro per quotidiani (nazionali e locali) e magazine, anche come coordinatore di alcuni progetti legati al mondo bike. Mi occupo di sport, ma anche turismo e cultura. Laureato in Lettere, ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette, ogni giorno, di vivere le mie passioni. Lavoro a Milano, abito in Brianza: questo luogo fatto di colline, salite, spazi verdi da esplorare è stato la scintilla che mi ha fatto appassionare alle ruote grasse.