Il piano industriale di Bianchi prevede una grande espansione dell’iconico marchio di Treviglio e mette su piatto 40 milioni di euro. Il brand decide quindi di puntare sull’Italia e di riportare la produzione nel Bel Paese, rafforzandola con nuovi investimenti e con un nuovo stabilimento produttivo.

Riprendendo le parole di Fabrizio Scalzotto, amministratore delegato di Bianchi, “l’Europa ha di fronte a sé la grande opportunità di riportare a casa la produzione e la tecnologia della bicicletta”.

Ecco che per fare ciò il marchio di bici color celeste ha deciso di puntare sulla produzione di telai in carbonio in Italia, sull’implementazione della catena di montaggio e sulla costrizione di un nuovo stabilimento.

Pur appartenendo ormai al brand svedese Cycleurope AB, Bianchi riacquista un po’ di italianità: il nuovo impianto dovrebbe sorgere accanto all’attuale sede di Treviglio.

Fabrizio Scalzotto regge la bicicletta elettrica top di gamma della piattaforma E-Omnia

Fabrizio Scalzotto regge una mountain bike elettrica biammortizzata della linea E-Suv.

Bianchi: il nuovo stabilimento produttivo

Nel sito di produzione di Treviglio si montano giornalmente circa 250-300 bici, ma si studiano e si progettano anche i nuovi modelli di Bianchi.

Con la creazione del nuovo stabilimento produttivo il brand mira a raggiungere una quota di oltre 1.000-1.500 bici al giorno, permettendo così di rispondere al continuo aumento di richieste del mercato.

L’impianto coprirà una superficie di 10.000 metri quadrati e sfrutterà una forte robotizzazione durante la fase di assemblaggio per aumentare la produttività giornaliera. Aumenteranno anche i posti di lavoro: Bianchi prevede di assumere più di 100 dipendenti, passando dagli attuali 180 a circa 300 entro l’estate del 2022.

Si stima che l’investimento totale per l’apertura del nuovo stabilimento di produzione sia di circa 30 milioni di euro dei 40 milioni stanziati dal marchio.

La restante parte, quindi 10 milioni di euro, saranno invece dedicati alla produzione di telai in carbonio che avverrà sempre in Italia e interesserà un’area di circa 6.000 mq. In questo caso i tempi per l’operatività sono un po’ più lunghi in quanto Bianchi prevede che bisognerà attendere il 2024 per trovare mano d’opera specializzata.

Fabrizio Scalzotto controlla un telaio di una bicicletta Bianchi

La crescita futura di Bianchi

Con questo piano strategico Bianchi vuole aumentare la propria produttività e il proprio fatturato, assecondando la domanda di mercato delle biciclette e puntando a una crescita nel prossimo futuro.

La crescita esponenziale a cui ha assistito l’intero settore ciclo ha permesso allo storico marchio di Treviglio di passare da 50 milioni di euro di fatturato (2018) ai 75 milioni del 2020.

Per il 2021 il giro d’affari di Bianchi raggiungerà invece i 120 milioni di euro, considerando che molti degli ordini sono stati già stati acquisiti e sono attualmente in produzione.

Oltre al boom di bici a seguito della pandemia, il successo di Bianchi deriva anche dalla scelta di credere nel mercato e-bike nel quale ha investito per la creazione della bici elettrica E-Omnia 2021, una piattaforma pensata per tutti i ciclisti.

Un ciclista urbano pedala in sella alla sua ebike Bianchi e-Omnia

Bianchi è così riuscita a trasformare l’enorme aumento a livello globale della domanda di bici elettriche e muscolari in una vera e propria opportunità di crescita. Molte aziende si sono trovate impreparate a gestire tale situazione, ma non Bianchi.

Come sottolinea Scalzotto il marchio celeste ha sfruttato il momento per sviluppare un piano strategico d’investimenti che punta sul localizzare la produzione in Italia così da scongiurare “una dipendenza dall’estero non più sostenibile”. Un momento di potenziale difficoltà si è trasformato quindi nel “momento più adatto per recuperare una leadership anche tecnologica per averla a portata di mano”.

Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito internet ufficiale di Bianchi.

A proposito dell'autore

Un giovane comasco con il cuore diviso tra mountain bike, che pratica per diletto nel tempo libero, e la corsa su strada, che ama seguire in TV e dal vivo. La passione per la prima nasce per amore della natura, la seconda grazie ad un nonno tifoso sfegatato del Pirata.